Regione

Regione, “Dillo alla Lombardia”, il Pirellone si confronta con stakeholder

"Dillo alla Lombardia" con Maroni e Cattaneo

“Dillo alla Lombardia” con Maroni e Cattaneo

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni e la Giunta regionale hanno partecipato a una giornata di confronto con gli stakeholder lombardi e le parti sociali. L’evento, dal titolo ‘Dillo alla Lombardia’, alla sua seconda edizione, è stato un momento di bilancio circa l’attività dell’esecutivo lombardo a due anni dal suo insediamento.

“Benvenuti a ‘Dillo alla Lombardia’, l’appuntamento che, come lo scorso anno, abbiamo voluto realizzare soprattutto per ascoltare quali sono i vostri giudizi sul lavoro che abbiamo fatto in questi primi due anni e quali le  cose ancora da realizzare”. Lo ha detto presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, aprendo i lavori di ‘Dillo alla Lombardia’.

Il governatore ha ribadito che uno dei “principi ispiratori” che guida la sua azione di governo è: “non tutto quello avviene in Lombardia è responsabilità della Regione, ma tutto quello che succede in Lombardia ci interessa”. “Con la fase caotica di riforme istituzionali in corso – ha sottolineato – io voglio che la Regione sia un punto di riferimento per tutti. Voglio che ci sia un interlocutore unico per tutti coloro i quali lavorano e operano in Lombardia. Noi ci vogliamo far carico di tutte le istanze del territorio nei confronti delle Istituzioni locali, del Governo nazionale e anche dell’Unione europea”.

In autunno, ha ricordato Maroni, “prenderà il via Eusalp, ossia la Macroregione alpina. La Lombardia è la Regione capofila fra quelle italiane. È una grandissima opportunità, perché potremo dialogare più direttamente con Bruxelles e con la Commissione Ue”.

“Oggi all’assemblea Anci ho ascoltato sindaci di partiti di Governo criticare con forza le politiche del Governo. Lo facevano perché, prima di essere politicamente schierati, sono sindaci. Ma, se anche l’Anci guidata da Piero Fassino non riesce a convincere l’Esecutivo di Roma a modificare  il Patto di stabilità, ci possiamo riuscire noi? Io penso di sì, a una condizione: far sentire la voce del popolo. Ecco perché sosteniamo con forza il referendum sull’autonomia”. “‘Lombardia a Statuto Speciale’ – ha sottolineato Maroni – vuole dire una cosa molto semplice: ci teniamo i nostri soldi”.

27 marzo 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs