Varese

Varese, Provincia scende in campo: contro bracconaggio tolleranza-zero

Da sinistra Magrini, Ginelli e Mirabelli

Da sinistra Magrini, Ginelli e Mirabelli

La Provincia di Varese rilancia la lotta al bracconaggio. Un lavoro, quello portato avanti dalla Polizia provinciale, lungo e puntuale, che – per quanto riguarda il 2014 – ha portato al controllo di 2137 tra cacciatori e pescatori, come ricorda il comandante Angelo Gorla, con un’attività svolta per tutto l’anno, 24 ore su 24.

Ma l’attività degli uomini e delle donne della Polizia provinciale non si esaurisce nella sola attività repressiva: sono stati infatti 169 gli interventi in aiuto della popolazione e 82 le comunicazioni alla Procura.

Per quanto riguarda la fauna selvatica, l’attività anti bracconaggio, che si svolge soprattutto di notte, si è tradotta in 245 interventi nel 2014, interessando per il 40% caprioli, per il 27% cervi e per il 2,8% volpi. Dal 2008 al 2014 sono stati denunciati all’autorità giudiziaria 60 bracconieri, che per 97 volte hanno violato leggi e regolamenti, ricorrendo per 90 volte a reti, trappole, tagliole.  L’intervento della Polizia provinciale, nucleo faunistico, ha portato alla liberazione di 343 animali.

Una forte azione contro la caccia illegale che, come ha ribadito il vicepresidente Ginelli, riguarda soprattutto il periodo dal 15 marzo al 15 giugno, periodo particolarmente delicato perchè avviene la riproduzione. Un contrasto duro al bracconaggio che viene attuato con sei turni aggiuntivi ogni mese nelle ore notturne, a costo zero per l’ente, in quanto conseguente ad una riorganizzazione dei turni di lavoro. Il consigliere provinciale Magrini ricorda invece come sia forte l’integrazione con la polizia locale.

Il consigliere provinciale Mirabelli rimarca invece la forte differenza con i cacciatori legali: sono 3230 i permessi di caccia rilasciati nel 2014. “Una cosa ben diversa rispetto ai bracconieri – conclude Mirabelli -. Contro questi ultimi ci sarà tolleranza zero”. Ricorda ancora Ginelli: “Importante ricordare come la repressione del bracconaggio porti benefici alla popolazione, dato che la carne selvatica non macellata secondo le regole e immessa sul mercato comporta rischi per la salute dei consumatori”.

26 marzo 2015
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