Varese

Varese, Plastica-gomma, export da record per le imprese del settore

operai_in_fabbrica_1-300x225In una provincia di Varese che fa dell’export la sua chiave di competitività, il settore della plastica-gomma emerge, ancor più degli altri, per la sua capacità di generare un valore positivo della bilancia commerciale.

L’analisi della Camera di Commercio evidenzia infatti che, per ogni 100 euro di import, le imprese varesine della plastica-gomma generano un valore esportato pari a 405 euro. Quest’ultimo risulta l’indice più alto tra quelli del nostro manifatturiero. «Sono imprese che nel quinquennio 2008-13 preso in considerazione dal nostro Ufficio Studi e Statistica – sottolinea il presidente della Camera di Commercio Renato Scapolan – hanno accresciuto la loro competitività sui mercati esteri del 12%. Un dato frutto della capacità innovativa che caratterizza queste aziende. In un momento di difficoltà generalizzata hanno saputo puntare sullo sviluppo tecnologico e, con un grande sforzo volto a penetrare nuovi mercati, hanno saputo trovare sbocchi importanti per i loro prodotti. Un dato recentemente confermato dalla variazione positiva dell’export registrata anche nell’ultimo anno, con una crescita del 2,1%. Non dimentichiamoci poi il rilievo che il distretto plastico del Tradatese, le cui radici affondano nella Mazzucchelli di Castiglione Olona, ha nella produzione nazionale di materiale utilizzato per gli occhiali firmati dalle maggiori griffe».

Che si tratti di prodotti ad alto tasso di sviluppo tecnologico lo conferma la classifica dei beni più venduti all’estero dalle imprese della gomma-plastica varesine: su un fatturato complessivo realizzato all’estero pari a 802 milioni di euro, oltre il 60% viene da lastre, fogli, tubi e profilati in plastica. Si tratta di beni realizzati con macchinari e sistemi produttivi spesso all’avanguardia, frutto anche delle sinergie con la filiera della meccano-plastica che è pure ben presente sul territorio provinciale.

Un settore che – secondo l’analisi pubblicata su OsserVa, portale statistico della Camera di Commercio – conta 689 unità locali e 9mila dipendenti. Un settore che, pur avendo subito i contraccolpi della crisi soprattutto in termini occupazionali (-9,7% degli addetti tra 2008 e 2013), ha anche avuto il merito di cercare nuove strade. È il caso della valorizzazione dei prodotti di scarto: significativa in tal senso è la quota di mercato collegata ai cascami, ritagli e avanzi provenienti dalla lavorazione della gomma (vd. approfondimento a seguire). Si tratta di materiali impiegati, per esempio, nella produzione di suole per calzature, ma anche strutture fonoassorbenti, tappetini antiurto e, ancora, particolari tipi di pneumatici.

Quali allora, tra le imprese varesine. quelle più performanti in termini di fatturato? Al primo posto c’è la Vibram di Albizzate, capace di innovare un prodotto a suo tempo “maturo” come le suole delle scarpe; a seguire l’Alfatherm di Venegono Superiore, specializzata proprio in quelle lastre e quei profilati che sono il primo prodotto dell’export complessivo della nostra plastica-gomma. Al terzo posto la Tecniplast di Buguggiate, al quarto le Industrie Ilpea di Malgesso e al quinto la Slimpa di Cadrezzate.

La Camera di Commercio e il consorzio varesino per l’internazionalizzazione Provex hanno realizzato un’approfondita analisi sul commercio mondiale dei “Cascami, avanzi e ritagli di gomma”. L’interesse nasce dalla fatto che questo comparto offre alcuni dei prodotti maggiormente esportati dalle nostre imprese: studiarne le dinamiche a livello globale è quindi utile anche agli esportatori varesini.

Si tratta di una nicchia di mercato in tendenziale crescita, che nel 2014 ha raggiunto 203,7 milioni di euro commercializzati a livello mondiale. Nel periodo pre-crisi (2001-2008) il tasso medio di crescita è stato del +7,9% mentre c’è stato un rallentamento tra 2009 e 2014 (+3,4%). Per il prossimo triennio si prevede una ripresa del commercio mondiale del prodotto che, in media, crescerà a un ritmo annuo del +7,6% e nel 2017 toccherà i 254,1 milioni di euro commercializzati.

Gli USA coprono una quota pari al 10,8% del mercato mondiale con un export pari a 21,9 milioni di euro; seguono Canada (7,2%), Germania (7,2%), Regno Unito (6,2%) e Olanda (5,3%). L’Italia è il sesto Paese esportatore con una quota pari al 4,7% del commercio mondiale (9,6 milioni di euro). L’Italia aveva guadagnato quote di mercato nel periodo pre-crisi passando dal 4% del 2000 all’8,1% del 2008. ale incremento, tuttavia, è stato quasi totalmente annullato con la crisi del 2009. I competitor che, invece, stanno crescendo su questo particolare segmento sono: Regno Unito, Danimarca e Austria sul fronte Europa oltre a Cina ed Emirati Arabi tra i Paesi Emergenti.

Questo dal lato degli esportatori. Vediamo ora invece chi acquista questo particolare prodotto, ovvero i Paesi importatori. Il mercato statunitense compra per 26,6 milioni di euro (13%), segue il mercato tedesco con 19 milioni di euro acquistati nel 2014 (9,5%). Rilevante anche la quota di import di diversi Paesi dell’area asiatica: Corea del Sud (12 milioni di euro), India (11,3 milioni di euro), Pakistan (10,3 milioni di euro), Giappone (9,3 milioni di euro) e Vietnam (9 milioni di euro). Chiudono la classifica dei primi dieci mercati mondiali i Paesi del Nord Europa: Belgio, Olanda e Regno Unito.

Quali sono i mercati su cui puntare? Pur rimanendo i principali Paesi importatori del prodotto e acquistando grandi volumi, gli USA, dall’inizio del decennio a oggi, hanno visto quasi dimezzata la propria quota di mercato (da 22,4% a 13,1%) e, in misura minore, anche il mercato tedesco è in ridimensionamento (da 10,1% a 9,5%). Stanno invece crescendo diversi mercati dell’area asiatica: Corea del Sud (da 5,1% a 5,9%), India (da 0,4% a 5,5%), Pakistan (da 1% a 5,1%), Giappone (da 3% a 4,5%), Vietnam (da 0,6% a 4,4%).

Lo scenario che si prevede al 2017 conferma l’interesse per i mercati asiatici già in crescita. Il loro trend positivo proseguirà mentre continuerà la tendenza al ridimensionamento delle quote assorbite da USA e Germania.

25 marzo 2015
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