Varese

Varese, Silvio Raffo e i suoi allievi celebrano la Giornata Mondiale della Poesia

Silvio Raffo al microfono

Silvio Raffo al microfono

Ancora una volta nella Giornata mondiale della poesia è tornata “Varese Poetica”, reading del poeta e traduttore Silvio Raffo dedicato al “Risveglio di primavera”, svoltosi in Salone Estense alla presenza di un pubblico piuttosto numeroso.

Sul palchetto del Salone era seduta una decina di ex allievi del professore, che hanno preso la parola nella seconda parte della serata per leggere versi altrui e propri. Ma non sono mancati giovani lettori che, evocati da Raffo, sono saliti per declamare altri versi. Il tutto ingentilito da un quartetto d’archi di giovani musicisti, oltre che da alcuni brani proposti da Niccolò Cassina. Presente in sala anche il consigliere provinciale con delega alla cultura Alberto Tognola.

Una serata dedicata alla poesia senza particolari criteri di selezione, se non un riferimento alla primavera. Nella prima parte Raffo è stato protagonista assoluto, con letture che sono andate da Saffo fino alla Achmatova e a Campana, senza dimenticare uno stupendo Saba e l’immancabile Antonia Pozzi, che nella serata varesina è stata certamente la più gettonata.

Nella seconda parte, invece, è stato il turno di allievi di Raffo. Tanti allievi, tanti stili diversi, in alcuni casi anche un certo talento. Con frequenti citazioni del professore e della sua lezione sul fronte della poesia. Ma anche con qualche stridente proposta: siamo rimasti piacevolmente sorpresi che, tra gli allievi di Raffo, ci sia stato anche qualcuno (Giuseppe Della Misericordia) che ha proposto un breve e geniale testo dei primi anni Ottanta di Antonio Porta, grande protagonista della Neoavanguardia anni Sessanta: “rinchiuso nell’armadio/ l’aquilone/ vola nella mia mente”.

Certamente di ottima qualità il versificare colto di Luca Traini, che ha dedicato una poesia alla tragedia della Tunisia, le ricche parole di Antonella Visconti, le composizioni intense di Stefania Cadario. Ahimè non sono mancate neppure rime, poesie più tradizionali, evocazioni più scontate. Comunque tanti i momenti godibili e interessanti della serata. Tra i picchi del reading i versi del grande esiliato Juan Gelman tradotti e proposti in Salone Estense da Laura Branchini.

 

 

21 marzo 2015
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