Varese

Calogero Marrone, eroe dimenticato a Varese e celebrato a Favara

Varese dimentica Calogero Marrone "Giusto tra le Nazioni"

Varese dimentica Calogero Marrone “Giusto fra le Nazioni”

Mentre il Comune di Varese a due anni dal riconoscimento di Calogero Marrone quale “Giusto fra le Nazioni” e dalla consegna l’11 aprile 2013 al Salone Estense del diploma ufficiale da parte di Israele non ha ancora provveduto a sostituire l’ “anonima” targa nei giardinetti dell’Area Cagna dove non compaiono mai le parole “fascista”, “ebreo”, “nazista” tale da ingenerare il dubbio che il personaggio citato sia un “uomo qualunque” e non una vittima della ferocia nazifascista, Favara, la città siciliana dove nacque il 12 maggio 1889, si appresta ad onorare il 18 marzo il suo figlio più illustre.

Lo fa con una grande manifestazione, alla presenza del Prefetto di Agrigento, del Console di Polonia a Palermo, del presidente del Centro Studi ebraici siciliano, del Provveditore agli Studi, del sindaco professor Rosario Manganella, dell’intera Giunta e del Consiglio Comunale, delle autorità religiose e militari, degli studenti delle scuole medie superiori. La famiglia di Calogero Marrone sarà rappresentata dalla signora Daniela Marrone, nipote del caduto, con il figlio Fabrizio.

Sarà una grande festa popolare nel 70° anniversario della Liberazione come recitano i manifesti in tricolore che tappezzano tutti i muri della città con il volto della vittima e la scritta “Dachau 1945-Favara 2015”, “Favara ricorda suo figlio: l’eroe Calogero Marrone”, “Insieme per non dimenticare”.

Un appuntamento lungamente atteso dopo che lo Yad Vashem nel dicembre 2012, a conclusione di una lunga e complessa istruttoria, aveva deciso di inserire a pieno titolo a Gerusalemme il nome dell’ex-responsabile dell’Ufficio Anagrafe e Affari Civili del Comune di Varese nel Tempio di coloro che, anche a prezzo della vita (e in questo caso lo fu) salvarono dalla repressione nazifascista “i fratelli ebrei”.

La straordinaria giornata è stata fortemente voluta dal sindaco professor Rosario Manganella che in questi anni non ha mai mancato di accompagnare nel ricordo Calogero Marrone, uomo mite e generoso che non esitò, di fronte al pericolo, a soccorrere il proprio prossimo in gran parte sconosciuto distribuendo decine e decine di carte d’identità per essere poi tradito nel luogo di lavoro, denunciato dal Podestà Domenico Castelletti il 31 dicembre 1943 ed infine arrestato il 7 gennaio 1944 dal Comando tedesco.

Da quel giorno cominciò per Marrone, che lasciava a Varese la moglie Giuseppina e i figli Brigida, Filippa, Salvatore (padre di Daniela Marrone) e Domenico in età giovanile, il “calvario” sino ad arrivare a quello che definì in uno scritto con cenni di estrema sofferenza il “mio Golgota”. Prima le carceri di Varese nella sezione “tedesca”, poi quelle di San Donnino di Como, poi di San Vittore a Milano, infine a ottobre del ’44 il campo di “smistamento di polizia” di Bolzano-Gries da cui fu deportato un mese dopo, destinazione Dachau dove fu stroncato a 54 anni di tifo petecchiale e di stenti il 15 febbraio 1945 “all’alba della libertà” assistito dal padre cappuccino Giannantonio Agosti di Milano che, al ritorno dalla detenzione, ne ricordò gli ultimi istanti di vita ai familiari e da alcuni sacerdoti polacchi prigionieri.

Il programma del 18 marzo, messo a punto dal Sindaco Manganella, prevede due momenti principali. Alle 9 in piazza della Pace di Favara verrà inaugurato “Il Giardino della Memoria” dentro il quale sarà piantato “l’Albero della Vita”, un “Ficus Australis”. Ai lati del Giardino sarà posta una lapide con il nome di Calogero Marrone, il luogo e le date di nascita e di morte e il titolo onorifico, il più elevato concesso in campo civile dal governo di Israele.

La giornata proseguirà alle 10 al Castello Chiaramonte con un Convegno storiografico e scientifico aperto dalla prolusione del Sindaco Manganella nel corso del quale gli studiosi Lucia Vincenti e Gaetano Allotta presenteranno il loro libro “Calogero Marrone, il Perlasca di Favara” e gli studenti del Liceo King proietteranno un video e leggeranno alcune lettere inviate durante la prigionia da Calogero Marrone alla moglie Giuseppina e ai giovani figli pubblicate nel libro di Franco Giannantoni e Ibio Paolucci “Un eroe dimenticato”.

16 marzo 2015
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