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Varese, “Trappola mortale”, un thriller al vetriolo con Tedeschi e Bassi

Un momento della  commedia

Un momento della commedia

Cosa può succedere se la trama di una commedia ispira la vita e, nello stesso tempo, la vita finisce per ispirare la trama di una commedia? Nasce un meccanismo perfetto che si chiama Trappola mortale (Deathtrap), un testo teatrale, che è una vera macchina da guerra, tutta incastri e sviluppi imprevedibili, firmato da Ira Levin, autore dell’indimenticabile Rosemary’s Baby. La commedia Trappola mortale è stata proposta, ieri sera, al Teatro Ucc di Varese nell’ambito della bella stagione del palcoscenico di piazza Repubblica, una versione con la regia di Ennio Coltorti, che ha anche aggiornato il testo.

La commedia ospitata a Varese è un thriller in piena regola, con Sydney Bruhl commediografo di mezza età in crisi creativa, sposato e residente in una casa di campagna, che riceve il manoscritto di un giovane sconosciuto che ha per titolo Trappola mortale: un’opera di grande impatto, ben scritta, magari con la necessità di qualche piccolo ritocco. A questo punto Bruhl decide di appropriarsi del testo eliminando fisicamente il giovane autore. Lo invita a casa sua e lo uccide. Apparentemente: in realtà finge di ucciderlo. Il ragazzo, allievo del commediografo, “resuscita” e provoca la morte della moglie del commediografo per infarto. Scopriamo che i due sono amanti gay che da quel momento cercheranno di concludere l’opera convivendo nella stessa casa. Ma si apre una competizione senza esclusione di colpi tra i due per concludere quel giallo che garantirà all’autore fama e denaro. Una trama ricca di colpi di scena, dal ritmo incalzante, sempre in bilico tra thriller e noir, che termina in un vero massacro che porta alla morte simultanea dei due amanti.

A dare vita alla commedia due protagonisti: il commediografo in crisi impersonato da un ironico e credibile Corrado Tedeschi e il giovane apprendista commediografo proposto da un bravo e pirotecnico Ettore Bassi. La coppia che mette in scena, con la propria vita in comune (come gay i due protagonisti non sono molto credibili), la commedia prima di scriverla, è il vero motore della parte principale della messa in scena, in cui si muove anche la moglie del commediografo, una Miriam Mesturino apprezzabile.

A rendere la trama ancora più vivace una sensitiva che assomiglia parecchio alla Signora in giallo (sulla scena è una bravissima Silvana De Santis)  e un avvocato puntiglioso e brillante (che interpreta Giovanni Argante).

 

 

14 marzo 2015
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