Varese

Varese, Il comitato di Zanzi lancia il “Manifesto per un nuovo civismo”

Il comitato Varese 2.0

Il comitato Varese 2.0

Con un logo ridisegnato e un manifesto si ripresenta il comitato Varese 2.0 con un documento che il 21 marzo sarà diffuso in città con un gazebo: ha per titolo “Manifesto per un nuovo civismo”.

Il comitato si definisce “un comitato aperto costituito da ‘liberi ed eguali’”, e tra le affermazioni che si trovano nel documento anticipato ai media si legge: “Varese ha un bisogno vitale di una nuova clase dirigente”, contro ad un fenomeno di “decadenza e degenerazione della politica a Varese”.

“E’ un documento a cui lavoriamo da due mesi – dice il leader Daniele Zanzi -, e per noi segna un salto di qualità dalla protesta alla volontà di incidere in maniera nuova in città”.

Nella breve sintesi che è stata diffusa alla stampa, sono citate le quattro azioni civiche in cui si è finora impegnata la realtà guidata da Zanzi: proteggere il Sacro Monte, un diverso masterplan, salvaguardare la Bevera, recuperare i danni ambientali causati dall’Arcisate-Stabio.

13 marzo 2015
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6 commenti a “Varese, Il comitato di Zanzi lancia il “Manifesto per un nuovo civismo”

  1. frenand il 13 marzo 2015, ore 10:31

    premesso che ho 70 anni, dalla foto vedo che nel comitato non abbondano gli adulti e i giovani; sono molto perplesso anche se ho simpatia per l’iniziativa

  2. Daniele zanzi il 13 marzo 2015, ore 17:25

    Potrei banalmente rispondere che conta nelle persone lo spirito; potrei rispondere che conta l’esperienza e la saggezza; potrei dirle che vi sono tanti giovani nei fatti più vecchi dei sessantenni. Guardiamo e vediamo invece le proposte e le idee che non sono vecchie,nè adulte,nè giovani: sono semplicemente giuste,quasi scontate. Ecco perchè abbiamo con noi tanti giovani e adulti quali noi siamo. I giovani sono concreti ; ad esempio la inviterei a controllare quante migliaia di firme di giovani e giovanissimi sono state apposte ai fogli di protesta contro il parcheggio al Sacro Monte. Varese2.0 ormai è realtà radicata nel territorio e abbiamo l’orgoglio quantomeno di aver risveglaito nei varesini, di tutte le età , la voglia di partecipare. E questo non è certo nulla.

  3. martino pirone il 13 marzo 2015, ore 17:34

    Caro Frenand, come non abbondano gli adulti ! Siamo tutti adulti, io ho 75 anni e allora ?
    I giovani ci seguiranno non si preoccupi. La ringrazio per la sua simpatia e la esprima a qualche giovane che conosce. Grazie.

  4. Va’ e d’ora in poi non peccare più il 14 marzo 2015, ore 16:16

    Si sa che la gente da’ buoni consigli sentendosi come Gesù nel tempio
    Si sa che la gente da’ buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio.
    Così una vecchia mai stata moglie, senza mai figli, senza più voglie, si prese la briga, di certo il gusto di dare a tutte il consiglio giusto.

    C’era un cartello giallo con una scritta nera diceva: “Addio Bocca di rosa con te se ne parte la primavera”.

    De Andre Fabrizio

  5. giovanni Dotti il 15 marzo 2015, ore 10:31

    Mi scuso per l’assenza (ero all’estero) alla presentazione del “MANIFESTO per un NUOVO CIVISMO” a Varese. Ne condivido i vari punti programmatici, ai quali ne aggiungerei un altro: quello dell’UNIFICAZIONE dei Due OSPEDALI col trasferimento al Circolo del c.d. Polo materno-infantile, ciò sia per una migliore funzionalità sia per il contenimento delle spese, come ho già ripetuto più volte, purtroppo inascoltato. Del nuovo monoblocco al Del Ponte se ne faccia un uso migliore, destinandolo a Riabilitazione (che manca a Varese) e lungodegenze. Se gli Enti Pubblici operassero con maggiore oculatezza e senso del risparmio avremmo SERVIZI MIGLIORI ed anche una significativa RIDUZIONE delle TASSE e TRIBUTI LOCALI, compresi i tickets sanitari. Purtroppo devo constatare che sono ancora troppo pochi i Cittadini che comprendono e sostengono la necessità di una linea di “rigore” nella conduzione della cosa pubblica in generale, e della Sanità in particolare. Ma con questo pressapochismo e spesa facile non potremo mai ottenere quello che tutti auspichiamo, una migliore QUALITA’di VITA nella nostra Città e nel nostro Paese.

  6. giovanni Dotti il 15 marzo 2015, ore 11:57

    Al Signor Frenand vorrei dire che se i giovani non rispondono ai nostri appelli è perché sono frastornati da tanti anni di malapolitica e di individualismi esasperati manifestati dalle generazioni dei loro padri. Sono delusi e sfiduciati, e non credono più a niente e a nessuno, si divertono a sfasciare e rovinare quanto quelli hanno costruito, non hanno punti di riferimento credibili cui aggrapparsi. Sono convinto che ritorneranno ad avere fiducia nell’avvenire se troveranno sulla loro strada persone serie che potranno fornire loro quegli esempi di cui ora mancano che li potranno motivare indirizzandoli verso scelte costruttive e non distruttive per se stessi e la società. Certo ci vorranno anni, ma non dubito che ciò sia possibile.

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