Varese

Varese, Famiglia naturale, la mozione forzista frantuma il centrodestra

L'aula al momento del voto

L’aula al momento del voto

A tenere banco ieri sera in Consiglio comunale a Varese la famiglia naturale. L’ordine del giorno portato dal berlusconiano Piero Galparoli ha inchiodato la discussione del Consiglio per più di un’ora e ha letteralmente frantumato il centrodestra, con Forza Italia, Udc, Ncd e Nicoletti a favore da una parte e Lega – sia pure con diversi orientamenti interni – dall’altra. Niente da scandalizzarsi, per un tema così delicato e trasversale, ma il riusltato politico è stato questo. In particolare, a pagare lo scotto più alto, è stato il gruppo leghista, dove si sono verificati ben tre diversi atteggiamenti di voto. Ma seguiamo la discussione infinita che si è svolta in Consiglio.

Il consigliere Galparoli presenta un ordine del giorno che ripropone una mozione che la Lega Nord ha sostenuto al Pirellone nel 2014 e che, pur presentata in Provincia, è stata poi lasciata in alto mare dall’uscita del centrodestra dall’aula. “Non è contro nessuno, è solo a favore di…”, dice Galparoli. Un documento che, pur trattando questioni etiche, è presentata dal consigliere forzista come un fatto politico: cerca di contrastare quella “disegregazione della famiglia naturale perseguita dal governo Renzi”.

Una posizione, quella del consigliere di Forza Italia, a cui si contrappone l’intervento del capogruppo della Lega Nord, Giulio Moroni, nonostante sia stato uno dei firmatari dell’ordine del giorno: “E’ un brutto copia-incolla di una mozione della Lega”, e cosituisce “l’ultima battaglia dei cattolici duri e puri, da esibizione muscolare, un arroccarsi sulle proprie posizioni come è avvenuto per il divorzio, poi per l’aborto e oggi accade per la famiglia”. Moroni lascia la libertà di voto al suo gruppo.

I più strenui difensori del documento sono i consiglieri Ncd: intervengono tutti, quelli in minoranza, come Chiodi e Giampaolo, quelli in maggioranza, come Pramaggiore. Con Chiodi che cita il controverso convegno del Pirellone sulla famiglia, e “da papà e marito” sostiene che “chi investe oggi sulla famiglia garantisce il futuro al Paese”. Mentre Giampaolo cita una serie di fatti che accadono in scuole e asili, “cose che accadono sotto silenzio”.

Decisamente contro l’ordine del giorno i consiglieri del Pd, con interventi del capogruppo Mirabelli, della consigliera Oprandi e del consigliere Civati, che non esita a definire l’odg come “un testo colmo di odio e di intolleranza, in cui si considera l’omosessualità una malattia”. Altrettanto critico il Sel Cordì: “Esistono tanti modi di essere una famiglia, e questo odg non è che un momento dell’eterna campagna elettorale in corso”.

A conclusione del dibattito e prima del voto, interviene anche l’assessore alla Famiglia del Comune, Enrico Angelini, che ripercorre puntigliosamente le diverse iniziative promosse dal Comune in favore della famiglia. Si va dunque al voto in un’aula che vede i banchi della Lega quasi deserti.

L’ordine del giorno passa con 15 voti favorevoli, 7 contrari (Pd e Sel) e 2 astenuti. Sono leghisti i due astenuti (Niada e Realini), tre i leghisti favorevoli (Fontana, Parravicini e Roggia), ma tanti leghisti escono dall’aula, a partire dal capogruppo Moroni, insieme a Monti, Sasso e Zagatto. A votare a favore, invece, Forza Italia si porta dietro Udc, Ncd e Nicoletti.

 

13 marzo 2015
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