Varese

Varese, Convegno di Casa Pound su Giani, Pd e Anpi all’attacco

Niccolò Giani

Niccolò Giani

Si svolgerà domani sabato 14 marzo, in occasione del 74esimo anniversario della morte di Niccolò Giani, il convegno di CasaPound Varese dal titolo “Varese e la Mistica della Rivoluzione”, incontro-dibattito sulla figura di Giani, sui suoi stretti legami con la città e sul ruolo della Scuola di mistica fascista, di cui fu principale animatore, oltre ad essere direttore del quotidiano Prealpina. L’appuntamento è alle 20.30, presso la sede dell’associazione culturale Il Veltro in viale Borri, 17 A

Sull’evento si soffermano i rappresentanti del Partito Democratico cittadino e dell’Anpi di Varese.

Il Pd varesino che interviene con il capogruppo in Comune Fabrizio Mirabelli: “Siamo stupiti e allarmati per il convegno  che CasaPound Varese ha organizzato, nell’indifferenza generale, per sabato 14 marzo sulla figura di quel Niccolò Giani che fu il principale animatore della Scuola di mistica fascista. Non possiamo, infatti, dimenticare che, nel 1938, Niccolò Giani fu uno dei firmatari de “Il Manifesto della razza”, in appoggio alle leggi razziali fasciste e che, nel 1939, scrisse l’articolo “Perché siamo antisemiti”, prendendo parte attiva alla campagna antiebraica, in nome del cosiddetto “razzismo spirituale””.

Continua Mirabelli: “In un Paese che ha conosciuto la vergogna delle leggi razziali e che ha visto più di 8000 suoi cittadini di religione ebraica morire nei campi di sterminio, non dovrebbe trovare cittadinanza la pretesa di resuscitare certi personaggi come se fossero esempi positivi.  Ci auguriamo che le autorità cittadine sappiano vigilare su questa celebrazione del fascistissimo Niccolò Giani. Ci chiediamo se non esistano anche gli estremi per un intervento del Prefetto per evitare un’iniziativa che è  un’offesa alla comunità ebraica e alla città di Varese.”

Sulla stessa iniziativa prende anche la parola l’Anpi cittadino di Varese con il suo vicepresidente Angelo Zappoli: “Il rischio dell’antisemitismo, che ha inquinato il ‘900 fino all’epilogo dei campi di sterminio, si ripresenta regolarmente ogni volta che la ragione lascia il campo agli istinti più bassi e all’ignoranza. L’antisemitismo è un virus latente che può essere combattuto solo con la memoria storica, la coscienza civile, l’intelligenza della cultura, la cultura democratica ed antifascista. L’antisemitismo è un virus spesso sottovalutato e quindi non sanato al suo primo apparire, come ha recentemente dimostrato l’infelice uscita del Signor Calemme, che non è stato richiamato da chi gli ha attribuito un ruolo pubblico”.

“L’antisemitismo – conclude Zappoli – è un virus che, se non debellato, trova fertile terreno di coltura in ambienti fascisti e razzisti, che cercano di trasformare in evento la loro minorità culturale, ambienti che meritano solo di essere lasciati nell’oblio e nella condanna in cui sono stati affondati i miti ed i personaggi a cui si ispirano”.

13 marzo 2015
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