Varese

Varese, Più democrazia diretta nello Statuto. Pd: ma la Commissione non si riunisce

Da sinistra Bruno Belli e Fabrizio Mirabelli

Da sinistra Bruno Belli e Fabrizio Mirabelli

Più istituti di democrazia diretta e partecipativa nello Statuto comunale di Varese. E’ la richiesta del Pd cittadino di Varese, che è stata illustrata questa mattina dal capogruppo in Comune Fabrizio Mirabelli e dal responsabile del gruppo di lavoro socio-culturale del Pd Bruno Belli.

I due esponenti del Pd puntano i riflettori sulla Commissione Affari generali presieduta dall’Ncd Stefano Crespi. “Soprattutto dopo la soppressione delle Circoscrizioni, strumento per la partecipazione dei cittadini – spiega Mirabelli -, era necessario modificare lo Statuto del Comune nel senso di dare maggior spazio ai varesini per dire la loro”. Un lavoro di modifica che è partito in Commissione e che dal 2011 al 21 maggio 2013 è stato portato avanti in un clima di fattiva collaborazione tra le varie forze politiche. “Un lavoro positivo – incalza Mirabelli – soprattutto incentrato sugli istituti di democrazia diretta”.

Tra le proposte targate Pd l’abbassamento del numero di firme per proporre il referendum abrogativo (dal 15% ora vigente al 5%), l’introduzione del referendum consultivo, che offre la possibilità ai cittadini di fare proposte, il bilancio partecipato. “Soprattutto per quanto riguarda i referendum – dice Mirabelli – ci siamo ispirati ad un paese, la vicina Svizzera, che spesso ricorre a tale strumento e che fino a ieri è stata la stella polare del Carroccio”.

A questo punto, però, sorge un problema: dopo che la Commissione ha esaurito il suo ordine del giorno e ha inserito all’ordine del giorno la riforma dello Statuto, non è stata più convicata. “Silenzio assoluto davanti alle nostre richieste di concludere un lungo e faticoso lavoro di discussione, costato anche soldi ai cittadini”, dichiara Mirabelli.

“Esprimiamo una necessità inderogabile – interviene Bruno Belli -, che deve essere messa al centro al più presto del confronto politico. La Svizzera ci insegna che la democrazia diretta è irrinunciabile e deve fare parte di una cultura della città di Varese che è quella presente anche nel progetto socio-culturale da me consegnato al segretario cittadino Paris”. Ma Belli ricorda anche un’altra necessità su cui si sta impegnando: “Una più forte collaborazione tra chi, come me, sta lavorando al programma del partito e chi, come i consiglieri comunali, portano nelle istituzioni le esigenze dei cittadini. Uno sforzo di riflessione deve avere una sua ricaduta concreta in Consiglio comunale”.

 

12 marzo 2015
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14 commenti a “Varese, Più democrazia diretta nello Statuto. Pd: ma la Commissione non si riunisce

  1. Enzo il 13 marzo 2015, ore 09:13

    Che strano paese è questo, abbiamo avuto tre premier targati PD non e letti dal popolo e poi proprio il PD varesino parla di democrazia diretta. Bisogna essere coerenti non solo quando fa comodo!

  2. Bruno Belli il 13 marzo 2015, ore 11:11

    Caro Bernasconi – mi permetto di rivelare chi è Enzo, perché ha lasciato lo stesso post sulla mia paginetta Facebook – lasci stare la politica nazionale: qui si parla della situazione varesina che è altro aspetto.
    In seno a Varese, così come in ogni singolo comune, lo Statuto, “mutata mutandis”, vale circa come la Costituzione a livello nazionale.
    Tanto l’uno, quanto l’altra sono sempre modificabili – fatto salvo il problema del quorum e della volontà di farne le eventuali modifiche.

    E le garantisco che, se l’intero Consiglio comunale varesino fosse per una volta concorde su quel paio di modifiche espresse da Fabrizio Mirabelli, lasciando da parte i COLORI di partito, entrerebbe in vigore la possibilità di rivolgersi ai varesini che vogliano esprimere il proprio parere in determinate questioni, così da evitare contestazioni, tensioni e arruffamenti vari cui abbiamo assistito negli ultimi tempi.

    Mi auguro veramente, da varesino, che la commissione “Affari generali” venga al più presto convocata per discutere quanto sopra e che, secondo le norme, passi anche al Consiglio comunale, nel quale, mi auguro ancor di più che si decida di avvallare tali modifiche che sarebbero un reale passo avanti verso il coinvolgimento diretto dei cittadini.

    Tutto questo è già il concretizzarsi del primo passetto di quella RIVOLUZIONE CULTURALE che stiamo cercando di attuare, da parte mia senza fini secondi, giacché, tranquillizzo le solite prefiche che mi beccano, non sono candidato ad alcunché, né tanto meno siamo in campagna elettorale, come qualcuno vorrebbe insinuare (non Lei, Bernasconi) e nemmeno è mia intenzione adire ad una candidatura per le prossime comunali.

    Ognuno di noi ha delle potenzialità e dei ruoli, anche in seno ai gruppo che svolgono la”funzione politica” che non implicano, pertanto, campagna elettorale o candidature pubbliche.

    Le ho risposto con la consueta franchezza che Lei conosce, essendo stato uno dei frequentatori più assidui (con piacere) dei “Venerdì” e Lei è uno dei testimoni più credibili – tanto più essendo Lei “vecchio” leghista – dell’assoluta liberalità con cui sono solito trattare ogni questione pubblica e privata.

    Cordialmente, con il piacere di poterla nuovamente incontrare,
    Bruno Belli

  3. Fabrizio Mirabelli il 13 marzo 2015, ore 12:30

    Informo il signor Enzo che la Costituzione italiana non prevede l’elezione diretta del presidente del Consiglio. Altra cosa sono gli istituti di democrazia diretta quali il referendum abrogativo, quello consultivo, la petizione popolare, il bilancio partecipato, strumenti di partecipazione per i quali il PD si è sempre impegnato, con coerenza, tanto a livello nazionale quanto a livello locale. Quella coerenza che, manca, invece, alla Lega Nord la quale, per esempio, per venti anni, ha esaltato i referendum che si tengono, con regolarità, nella vicina Svizzera sui più svariati problemi anche cittadini, salvo impedire che possano essere effettuati anche a Varese, dove, infatti, non ce n’è mai stato neanche uno. Neanche per sbaglio. Segnalo al signor Enzo che, nell’estate scorsa, il PD propose, in Consiglio comunale, di indire un referendum sulla presunta utilità del famoso parcheggio alla Prima Cappella. La Lega Nord, con coerenza, votò contro.

  4. Enzo il 13 marzo 2015, ore 14:25

    Il mio personalissimo concetto ed “incostituzionale” di democrazia diretta, cioè il potere al popolo sovrano è che quando un governo cade, o viene fatto cadere, si torna al voto, altrimenti tra Pinochet e Pinocchio come viene definito il rottamatore, non da un leghista qualsiasi ma dal provato “COMUNISTA”, cioè il Fatto Quotidiano, allora non c’è nessuna differenza. Se questo è l’esempio che viene dall’alto…figuriamoci come sarà messo il basso.

  5. Fabrizio Mirabelli il 13 marzo 2015, ore 15:50

    Gentile signor Enzo, Lei può, legittimamente, avere il suo personalissimo concetto di democrazia, tuttavia, secondo la nostra Costituzione, che è la legge fondamentale dello Stato, quando cade un governo, o viene fatto cadere, non esiste proprio nessun obbligo di tornare al voto. La nostra, infatti, è una democrazia parlamentare e se, in Parlamento, qualcuno riesce a trovare una maggioranza che lo sostenga, la legislatura può, tranquillamente, continuare. Se, poi, Lei vuole farne non una questione costituzionale ma di opportunità politica, allora è un altro paio di maniche. Quanto a Pinochet, se fossi in Lei, lo lascerei riposare in pace, dato che, viste le frequentazioni di Salvini con Casapound, in questo momento, culturalmente, è molto vicino alla Lega. Sarei un po’ più prudente anche sugli esempi dall’alto. Quelli che ha fornito la Lega, nel recente passato, non sono, infatti, stati proprio edificanti. Tanto che mi pare ci sia stato bisogno della cosiddetta operazione delle “scope”….

  6. Mariella il 13 marzo 2015, ore 18:49

    Noto con vivo piacere questo duplice aspetto di due personalità di differente provenienza – il politico Mirabelli ed il “cives” pubblico Belli – che illustrano un progetto comune di un partito; ed anche le loro risposte che denotano la stessa differenza, ma che si contraddistinguono entrambe per la franchezza e la chiarezza.
    Avremmo bisogno di più “esempi” di questo tipo, che sembrano volere realmente avvicinarsi al cittadino.
    Speriamo…

  7. Marco Massa il 16 marzo 2015, ore 10:37

    Questa è una notizia molto importante, che non dovrebbe passare nell’indifferenza: mentre sono tutti contenti per il Tour dell’Expo, una semplice facciata con i soliti noti di turno, qui si sta cercando di attuare un passaggio fondamentale per un coinvolgimento vero del cittadino.
    Veramente bravi e “coraggiosi” Mirabelli e Belli che preferiscono cose concrete a troppi slogan e pubblicità fini a se stesse.
    Auguriamoci, come scrive Belli, che la commissione Affari generali sia convocata, senza che gli entusiasmi Expo (un fuoco di paglia per la città) e Comitati (che non posseggono ancora gli strumenti diretti per effettuare, al momento, cambiamenti), “nascondano” un reale passaggio che va nella direzione del cambiamento.
    Grazie a Fabrizio Mirabelli ed a Bruno Belli.
    Marco.

  8. giulio moroni il 16 marzo 2015, ore 16:10

    Chiedete a Mirabelli chi è il presidente della Commissione Affari Generali (ovvero colui che deve convocare la Commissione).
    E se non Vi risponderà lo farò io.
    g.m.

  9. Fabrizio Mirabelli il 18 marzo 2015, ore 11:00

    Caro Giulio, che domande fai? il presidente della Commissione affari Generali è Stefano Crespi. Lo avete nominato voi. Perché non dovrei rispondere? Capisco che, dopo la discussione in Consiglio comunale sulla mozione sulla famiglia naturale, sulla quale la Lega si è divisa in ben tre tronconi (tu e altri siete usciti dall’aula, alcuni si sono astenuti e altri hanno votato a favore), sei ancora piuttosto frastornato. Ma fammi capire: perché mai non dovrei dire che presidente della Commissione Affari Generali è Stefano Crespi? Il problema è un altro: perché la maggioranza di centrodestra ha abbandonato il processo di revisione dello Statuto che è durato quasi due anni, con un grande impegno da parte di tutti i gruppi consiliari? Se non risponderai tu, lo farò io.

  10. giulio moroni il 18 marzo 2015, ore 17:37

    Stefano Crespi, peraltro ottimo presidente di Commissione, non è più parte della maggioranza di centrodestra, posto che il suo partito (NCD) è all’opposizione a Varese ed al governo con Voi a Roma.
    Quindi è più “amico” tuo che mio.
    A questo punto il tuo lamento sul fatto che “la maggioranza di centrodestra” non convoca la Commissione è piuttosto discutibile, posto che:
    I° Stefano Crespi non fa parte della maggioranza;
    II° non è la “maggioranza” che convoca la Commissione, ma semmai il suo presidente.
    E sarei io quello “frastornato”?

  11. Fabrizio Mirabelli il 19 marzo 2015, ore 10:45

    Caro Giulio, si, quello frastornato sei proprio tu. Stefano Crespi è presidente di Commissione perché lo avete eletto voi. E’ evidente che se, a Varese, l’NCD è passata all’opposizione, è perché ce l’avete mandata voi, costringendo il vicesindaco Baroni a dimettersi per imbarcare Mauro Morello e l’UDC. Quel Morello che, non più tardi dello scorso giugno, sosteneva che il lavoro svolto sul PGT dall’Assessore Binelli l’avrebbe saputo fare meglio il proprio cane…. Crespi, tuttavia, che è persona corretta, sa benissimo che non può portare avanti una cosa importante come il processo di revisione dello Statuto senza il placet della maggioranza di centrodestra che ha i numeri per impedire o bloccare, in qualsiasi momento i lavori. Non offendere la tua intelligenza e quella degli altri specificando che non è la maggioranza che convoca la Commissione ma semmai il suo presidente. Il tema è: la maggioranza di centrodestra condivide la necessità di riprendere i lavori per la revisione dello Statuto oppure no? Vuole rendere più accessibili gli istituti di democrazia diretta ai cittadini oppure no? Se vuoi rispondere a queste due semplici domande, bene! Altrimenti continua pure a nasconderti dietro a formalismi burocratici che, fuori dal Consiglio comunale, nessuno comprende.

  12. Bruno Belli il 19 marzo 2015, ore 11:25

    Cari Fabrizio e Moroni, che stimo per essere due tra le pochi menti “illuminate” che siedono in Consiglio comunale,
    perchè entrambi – visto che ammettete la “bontà” del presidente Crespi e della modifica dello Statuto – invece di innescare la solita polemichetta di “colore”, cui la politica degli ultimi anni ci ha abituati e stufati, non pungolate lo stesso presidente affinchè riunisca questa “benemerita” commissione?

    Se ritenente che “per i cittadini di Varese” sia un fatto positivo portare avanti questo compito, piantiamola una buona volta con “alleato tuo” ed “alleato mio” (sembra di assistere alla disputa tra bambini dell’asilo su a chi appartenga il pallone di pezza) ed invitiamo Crespi a mettere sul tavolo la discussione, perchè, in fondo, alle gente interessa che si arrivi ad un “dunque”; i giochi della “sofistica” esercitiamoli tra noi, magari bevendoci assieme un caffè.
    B.B.

  13. Fabrizio Mirabelli il 19 marzo 2015, ore 16:00

    Caro Bruno, ti ringrazio per la stima. Per quanto mi riguarda, ho già, da tempo, chiesto al presidente Crespi di inserire la questione della revisione dello Statuto e degli istituti di democrazia diretta all’ordine del giorno della Commissione. Rimango in fiduciosa attesa che Giulio Moroni faccia altrettanto.

  14. giulio moroni il 19 marzo 2015, ore 19:27

    Fabrizio, ma ti sembra che io non voglia riprendere i lavori della Commissione?
    E poi, ti pare che Crespi sia subalterno a qualcuno o che riceva ordini dalla maggioranza?
    Questa sera in Consiglio gliene parleremo insieme.
    A dopo.
    E buonasera Belli.

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