Varese

Varese, Una città femminile plurale, dibattito Pd sulla cittadinanza

mimosaIl 6 marzo il Partito Democratico di Varese ha organizzato una serata dedicata alla politica al femminile. La discussione si è focalizzata sulle parole necessarie a declinare una “città femminile plurale”, dove le politiche di genere diventino una risorsa di crescita e di equità per tutti.

La condivisione del principio di pari opportunità tra donne e uomini fa ormai parte del patrimonio identitario e normativo della città, ma la sua realizzazione pratica sconta ancora un’arretratezza che si riflette sulla capacità di sviluppo socioeconomico: i maggiori impegni che sostengono le donne nel lavoro domestico e di cura, le discriminazioni e le difficoltà in campo lavorativo e sociale, nell’accesso a posizioni di potere, non hanno solo un impatto negativo in termini individuali, ma costituiscono elementi di rigidità del sistema, che impediscono alla popolazione femminile di contribuire pienamente al processo di sviluppo socioeconomico complessivo.

La politica e l’economia NON sono di genere neutro, incidono differentemente sulla cittadinanza, perciò se i bisogni dei cittadini non sono “neutri”, neanche le politiche possono esserlo, né lo sono l’allocazione delle risorse finanziarie e i servizi erogati.

L’analisi di genere dovrebbe essere lo strumento che riduce le disuguaglianze attraverso una distribuzione più equa delle risorse finanziarie, delle opportunità lavorative e della fruizione dei servizi.

Una “città femminile plurale” non può esimersi dall’adozione di sistemi che considerino tanto le esigenze di cura della famiglia quanto lo sviluppo di un contesto e di un’organizzazione lavorativi che agevolino la conciliazione delle responsabilità professionali e di quelle familiari delle donne.

Un’altra specifica della “città femminile plurale” è la flessibilità: il Comune, infatti, rappresenta l’ente locale più vicino alle persone, poiché ha competenze che incidono direttamente sulla qualità della vita di donne e uomini. Rispetto alle specificità delle politiche di genere, le competenze in materia sociale, dei trasporti e dei servizi più in generale, hanno senza dubbio un impatto ben diverso sulla qualità della vita dei cittadini a seconda che siano donne o uomini.

E’ impossibile gestire sistemi complessi mantenendo modelli rigidi e anacronistici.

Tutto ciò naturalmente non può prescindere dalla rappresentanza politica. E’ un po’ difficile immaginare una città declinata al femminile che sia quasi completamente amministrata da uomini che, di solito, pensano come uomini! Sarebbe come guardare la città con un occhio solo: senza prospettiva. Occorre frantumare quel soffitto di cristallo, costituito da una complessa interazione di strutture nell’ambito di organizzazioni a dominanza maschile che impediscono alle donne di accedere a posizioni di responsabilità. L’augurio è quello che con la prossima amministrazione il Comune di Varese di rosa non abbia solo la facciata!

Rossella Dimaggio

Francesca Ciappina

PD città di Varese

Oltre alla Consigliera di parità sono intervenute le seguenti Associazioni: SNOQ, Albero di Antonia, Donne&cda, Coordinamento donne CGIL, FIDAPA, Comitato pari opportunità consiglio dell’ordine degli avvocati di Varese, Auser donne.

9 marzo 2015
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