Varese

Varese, Centro via Frasconi, dopo l’appello, Angelini: soluzione temporanea

L'assessore Angelini

L’assessore Angelini

Sono di ieri la lettera e la raccolta firme per non chiudere il posto di Polizia locale in via Frasconi. Un appello rivolto al sindaco Fontana da parte di un gruppo di cittadini, che facevano riferimento anche al centro per i senzatetto. “L’apertura del centro diurno per “senza tetto” in Via Frasconi – si leggeva nella lettera al sindaco – ha creato una crescente preoccupazione nei cittadini della zona”. Oggi dal Comune di Varese non esce una riposta all’appello di ieri, ma un bilancio dell’attività del nuovo Centro Diurno per i senzatetto di via Frasconi, aperto da metà febbraio.

«E’ un’esperienza che sta proseguendo positivamente, grazie alla professionalità degli operatori della Cooperativa lotta contro l’emarginazione e alla disponibilità dei volontari delle associazioni che fanno parte della rete di solidarietà costituita recentemente e che coinvolge il volontariato, il privato sociale ed il Comune» afferma l’assessore a Famiglia, Persona e Università, Enrico Angelini.

Le associazioni che aderiscono alla rete sono Caritas, Colce, Croce Rossa, Angeli Urbani, City Angels, Banco di solidarietà Nonsolopane, San Vincenzo, Cooperativa Intrecci.

«Nelle ore pomeridiane – precisa Angelini – trovano qui un punto di riferimento persone che altrimenti si muoverebbero senza meta in questo ed altri quartieri. Si tratta di un presidio utile in termini di prevenzione».

Il centro è aperto dalle 13.30 alle 17.30 da lunedì a venerdì. E’ sempre presente un educatore della Colce, un operatore-pari con un tirocinio formativo e un volontario della San Vincenzo.

«La scorsa settimana – ha spiegato Roberta Bettoni della Colce – i frequentatori sono stati in media 15, questa settimana siamo a 26-27. Stiamo raccogliendo le varie situazioni e i bisogni, con un approfondimento della casistica per dare una risposta concreta al servizio sociale. Il giovedì pomeriggio è presente un assistente sociale dell’Ufficio Adulti: un modo positivo e importante di approccio, perché è l’istituzione che va incontro a chi ha necessità. Le persone nel pomeriggio hanno la possibilità di socializzare, leggere un giornale, parlare dei fatti della giornata, guardare un film. Un momento di sosta e di tranquillità».

Conclude l’assessore: «Si tratta di una soluzione temporanea: alla fine di aprile si tireranno le somme di questa esperienza e si verificherà l’utilità di riaprire o meno in futuro il centro di solidarietà. Per il futuro in ogni caso si cercherà una sede altrove»

5 marzo 2015
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