Lettere

La fine dei segretari comunali

firmeDopo i gravi errori della politica italiana dagli anni ’70 in poi (sciagurata istituzione delle Regioni in siffatta maniera e conseguente abolizione delle Giunte Provinciali Amministrative, riforma del Titolo V della Costituzione, legge elettorale “porcellum”, smisurati privilegi ai parlamentari e ad altri dirigenti pubblici) una delle ultime “malefatte” dei nostri politici nazionali, che sta passando in sordina anche da parte della stampa, e della quale l’opinione pubblica è del tutto disinformata, è la proposta dell’abolizione dei Segretario comunali e provinciali.

Tale proposta, prevista nel Disegno di Legge Delega per la riforma della P.A. presentato dal Ministro della Funzione Pubblica Marianna Madia e condivisa dal Premier Renzi, è stata esaminata e valutata negativamente oltre che da alcuni Consigli regionali e comunali anche dall’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali.

A proposito di Amministratori comunali, che dovrebbero essere quelli maggiormente interessati, sorprende il silenzio sulla questione da parte della loro stragrande maggioranza . Difatti soltanto 160 Consigli comunali su 8.047 hanno inviato la loro protesta al Presidente del Consiglio, al Ministro per la Funzione Pubblica e ad altre importanti Istituzioni Pubbliche.

E’ curiosa anche la dislocazione dei Comuni che hanno intrapreso tale iniziativa: si va dai 60 in Lombardia a 1 della Toscana e dell’Umbria. Per la cronaca, in provincia di Varese soltanto 2 Comuni, Saronno e Ferno.

L’importanza dell’argomento in questione è bene evidenziata anche dal giornalista Nicola Colapinto nell’articolo “Riforma della Pubblica Amm.: Il Governo conferma l’abolizione dei segretari comunali” sul quotidiano online “PensioniOggi”.

Non si capisce quale possa essere il vantaggio per la P.A. e per i Cittadini l’abolizione dei Segretari comunali e provinciali. Si vuole abbattere l’ultimo baluardo del controllo della legalità nella gestione degli Enti Locali. Legalità che i Segretari assicuravano attraverso il controllo di legittimità su tutti gli atti dei Comuni e delle Province, falcidiata negli anni ’90 con la legge Bassanini. Sino ad allora i Segretari erano dirigenti nominati e diretti dal Ministero dell’Interno tramite i Prefetti, poi diventarono dirigenti delle Amministrazioni comunali e provinciali scelti direttamente dai Sindaci e dai Presidenti delle Province.

La giovane Ministra Marianna Madia, pur avendo un curriculum di tutto rispetto, comprendente titoli accademici e pubblicazioni relative a temi economici e politici, nonché un volume sui temi del lavoro, probabilmente non ha molta esperienza e conoscenza dei problemi relativi agli Enti Locali ed in particolare sulla opportunità di mantenere il controllo di legittimità sulle delibere degli stessi attraverso appunto i Segretari comunali (e provinciali). Anzi sarebbe bene rivedere la legge Bassanini e riportare, con eventuali correzioni, ai Segretari comunali e provinciali le precedenti competenze.

On. Ministra Madia, signori Presidenti di Province e Sindaci dei Comuni d’Italia, provate a chiedere a qualche Segretario di una certa età ed esperienza, anche tra quelli in pensione, un parere tecnico-professionale sulle competenze e sull’operato dei Segretari com. e prov. quale argine alla corruzione ed infiltrazioni mafiose (fenomeni che si sono moltiplicati dopo la modifica del loro status giuridico con la Legge Bassanini).

Martino Pirone

5 marzo 2015
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6 commenti a “La fine dei segretari comunali

  1. Paola Ales Ferrucci (@PaolaAFerrucci) il 14 marzo 2015, ore 16:33

    Segretari comunali, servitori della Nazione, tutori e garanti della legalità e della prevenzione della corruzione. Sono una specie in estinzione non protetta. L’ultima battuta di caccia è stata aperta dal Governo Renzi il 1° maggio 2014. Obiettivo: lo sterminio. Motivazione: ignota.

  2. Nunzia il 15 marzo 2015, ore 15:12

    Perché ignota? È evidente invece la volontà di sostituire i funzionari vincitori di concorso e quindi dotati di autonomia ed imparzialità, con persone nominate dalla classe politica, servitori del politico di turno …

  3. Pippo il 15 marzo 2015, ore 23:45

    Non avete ancora capito che ai politici servono i “servi del potere” e non i “servitori dello Stato”?

  4. giovanni dotti - Varese il 16 marzo 2015, ore 08:43

    Dopo le famigerate leggi Bassanini che hanno trasferito ogni potere nelle mani dei Sindaci ora anche l’abolizione dei Segretari Comunali. Così non ci sarà più alcun controllo imparziale sugli atti amministrativi dei Comuni, ma solo l’avvallo (scontato) di funzionari nominati dal Sindaco. Ma la “democrazia” non è anche la distribuzione dei poteri tra più “attori” e non la concentrazione del potere nelle mani di pochi? Chiunque sia al comando dovrebbe poter essere controllato da coloro che stanno sotto in modo da evitare prepotenze ed abusi. Se la proposta andrà avanti la democrazia ne subirà un duro colpo. Mi auguro che il Governo ci ripensi ed eviti di sopprimere una Istituzione Pubblica come quella dei Segretari Comunali o la modifichi dando loro una maggiore autonomia e svincolandola dal “gradimento” dei Sindaci.

  5. martino pirone il 21 marzo 2015, ore 17:39

    Sarebbe interessante sentire la campana di qualche politico che condivide la proposta di legge sull’abolizione dei segretari comunali, od anche di qualche Cittadino !

  6. rosa malnati il 22 marzo 2015, ore 15:39

    Abolire la legge Bassanini, e con essa via tutti i dirigenti,e segretari generali che hanno stipendi altissimi. Le decisioni ai politici eletti dai cittadini, che ne risponderanno alla magistratura laddove vi fosse un illecito con leggi severissime e pene certe. In un momento economico disastroso per la stragrande maggioranza del popolo certe funzioni e Enti devono sparire, una per tutte le province le quali vivono e mangiano con i proventi dei balzelli imposti ai cittadini Bollo Auto,Imposta Assicurazione RCA, Imposta Trascrizione Pra addizionale busta paga e pensionati……………Allora la vogliamo far finita con questi sprechi e abbassiamo le tasse per tutti

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