Varese

Varese, Al via la “rivoluzione culturale” targata Pd. Parola di Bruno Belli

Bruno Belli con Paris, Mirabelli e Francesca Ciappina

Bruno Belli con Paris, Mirabelli e Francesca Ciappina

Riceviamo e volentieri pubblichiamo una lettera dell’umanista Bruno Belli, che coordina il progetto culturale “Vivere Varese” del Pd varesino:

Con il PD varesino, quando mi fu consegnata di fronte alla stampa, lo scorso settembre 2014, la tessera che sanciva la mia adesione per un progetto concreto, nuovo, vicino ai cittadini, e, possibilmente, il più aperto possibile, si parlò, non casualmente, di “rivoluzione culturale”, tanto che parte dell’informazione cittadina rilevò la peculiarità di partire “dalla cultura” per costruire l’intero tessuto connettivo socio culturale.

Cultura, quindi, intesa nella più naturale accezione – insieme di conoscenze, crescita, interessi comuni di una popolazione – grazie alla quale l’adesione di un esponente della “vita civile” cittadina, per molti anni impegnatosi attivamente nell’approfondimento e, soprattutto, nel dibattito aperto con la gente (“I Venerdì di Bruno Belli, durati per 11 anni), era quindi la prova di uno “svecchiamento” della politica, da troppi anni compiuta solo da “professionisti” della stessa, sempre più lontana dalle esigenze e dalle richieste della gente comune.

Conseguenza: la disaffezione della società civile e la sempre minore attendibilità del mondo politico, fatto di per sé gravissimo, giacché la democrazia si basa sulla reale partecipazione attiva del “popolo”, come già ricordava Georges Michelet.

Siccome di noi restano, se originali ed utili, soltanto le idee, perché le persone e le cariche trascorrono, poiché la serietà impone a tutti noi che si debba passare dalle parole ai fatti in tempi ragionevoli, nel mio modesto ruolo di coordinatore di uno dei 4 progetti del PD per la città di Varese del futuro, quello socio culturale, “Vivere Varese”, che sarà illustrato prossimamente, assieme agli altri 3, da parte dei soggetti coinvolti, non volendo compilare e proporre qualcosa di avulso dalle necessità dei cittadini, desidero rivolgermi agli stessi ed alle associazioni culturali fin d’ora, affinché, qualora lo desiderino, possano suggerire, oppure semplicemente esporre necessità, particolarità, attenzioni, mancanze attuali che desidererebbero vedere completate dalla prossima amministrazione cittadina – qualunque sia il colore che la caratterizzerà.

Ricordavamo alla stampa, lo scorso settembre, presente il segretario cittadino Luca Paris, la volontà di aprire alla gente la sede di un partito, affinché sia vista non come un’isola (in)felice, ma come uno dei punti di riferimento di ciascuno di noi, tra le “offerte” della città. Per il mondo socio culturale, sono presente: quindi, chi non avesse con me un contatto diretto, si rivolga alla sede cittadina, affinché mi siano “passati” i dati con i quali potremmo prendere contatto e, valutati i casi, incontrati direttamente nella sede del PD a Varese con massimo interesse.

E’ un modo nuovo, ma efficace, grazie al quale potremo realmente costruire una nuova politica cittadina.

Un coordinatore che si rispetti e conscio della responsabilità affidatagli, dovrà, infatti, mantenere un rapporto diretto tanto con i cittadini, quanto di collaborazione con gli attuali Consiglieri comunali, perché sono questi ultimi coloro che stanno compiendo in modo attivo (in grazia agli ammennicoli burocratico amministrativi) le basi dalle quali partire per il progetto comune.

Quale primo passo concreto di quanto stiamo già operando, settimana prossima, Fabrizio Mirabelli ed io incontreremo la stampa per approfondire l’importante discussione che il Capogruppo del PD in consiglio comunale ha posto per le prossime sedute della commissione “Affari generali” del Comune di Varese.

Si tratta di alcune modifiche per il miglioramento di quei punti dello Statuto comunale che dovrebbero coinvolgere maggiormente i cittadini nelle questioni più importanti che tutti riguardano, un coinvolgimento “a priori”. I cittadini, infatti, dovrebbero essere partecipi di alcune scelte, non trattati come soggetti passivi cui far “digerire” di tutto, come ora avviene.

E questo è un primo passo concreto di “rivoluzione culturale”.

Bruno Belli

Umanista

Coordinatore del progetto culturale “Vivere Varese” del PD cittadino

4 marzo 2015
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24 commenti a “Varese, Al via la “rivoluzione culturale” targata Pd. Parola di Bruno Belli

  1. Sergio il 4 marzo 2015, ore 20:53

    Un bel po di demagogia , condita da una grande presunzione..
    Alla faccia di ciò’ che il Pd attua dove governa , ad iniziare dal Governo del Paese.che ha previsto( ma è’ solo un esempio) l’ innalzamento dell numero di firme per i referendum.
    Forse una maggiore dose di coerenza non guasterebbe……

  2. a.g. il 4 marzo 2015, ore 23:46

    Quando si parla di cultura, Pd o non Pd, a Varese c’è tanto da fare…ma tanto…

  3. Giulio il 5 marzo 2015, ore 01:03

    Belli è chiaro come sempre. Nemmeno strumentalizzabile, credo, per come lo conosco da alcuni anni,con i suoi venerdì e non solo.
    Di lavoro a Varese ce ne molto da fare in campo culturale, come scrive a.g., e non solo in esso.
    Belli si è dimostrato, negli anni, per le sue cose, una persona seria e determinata, andando avanti senza troppe pretese, ma portando risultati.
    Perchè cominciare ad infangarlo con il vecchio adagio scomodando la “demagogia”? Forse è proprio vero che siamo noi cittadini italiani a primi a non volere cambiare, se critichiamo già prima di vedere qualcosa in opera.

  4. Mirella il 5 marzo 2015, ore 11:32

    In campo culturale, al momento, l’UNICA vera NOVITA’ del PD, e forse dell’intero panorama “politico” varesino, è Bruno Belli.
    Amici o non amici dello stesso, è un fatto e deve essere riconosciuto.

  5. Bruno Belli il 5 marzo 2015, ore 13:46

    Gentile Giulio, non si preoccupi degli schizzi di fango o ancorché della palate.
    Mi rivolgo ad una tintoria efficiente e perfetta che, in poche ore, mi rinnova qualunque vestito con lodevoli zelo e risultati.

    E, poi, di tanto in tanto, è cosa affatto piacevole ascoltare il concerto delle raganelle del pantano, anche se, nel saltellare, qualche schizzo ci raggiunge…

  6. Giovanni Zappalà il 5 marzo 2015, ore 17:27

    C’è molto, moltissimo da fare nel campo culturale e non solo. Non comprendo il motivo di tarpare le ali a chi consapevolmente desidera aprire e aprirci nuovi orizzonti. Dovremmo incoraggiare coloro che ci mettono la faccia “per fare”, combattendo l’attendismo che ci contraddistingue rendendoci complici e colpevoli per poi autocelebrarsi nella critica. Troppo facile!

  7. ombretta diaferia il 5 marzo 2015, ore 17:45

    Belli, cosa fai, copi il claim abrigliasciolta?
    quella che conduco è un’impresa culturale non un partito politico!

  8. Bruno Belli il 5 marzo 2015, ore 18:41

    Cara Ombretta, proprio una copiatura non direi…:-)
    forse la spiegazione è molto semplice.

    Poichè non sono un “politico”, porto nella politica “qualcosa” che il mondo civile – come l’esperienza culturale di Abrigliasciolta, ad esempio – ritiene “naturale”, ma che la politica stessa non ha ancora compreso.
    Eppure l’ “impresa culturale” è uno dei cardini su cui fondiamo la civiltà ed il benessere (più volte di quanto non si creda).
    Speriamo in bene…

  9. giulio moroni il 6 marzo 2015, ore 13:23

    Lo studioso e cultore di arte e letteratura classica (umanista) Bruno Belli rompe gli indugi ed inizia la campagna elettorale, scendendo sulla terra ferma per cimentarsi in un’altra attività da lui ritenuta meno nobile, ovvero la politica.
    A questo punto bisognerebbe domandarsi se le due attività (l’umanista ed il politico) sono compatibili tra loro e se l’umanista che “snobba” la politica non sia il più politico degli umanisti.
    Preso atto di questa discesa in campo, peraltro già annunciata da tempo una volta vista la foto della consegna della tessera con tanto di Fabrizio, Paris e Ciappina in primo piano, che tanto ricorda un quadro rinascimentale dell’annunciazione, faccio a Belli i migliori auguri per una brillante carriera politica.

  10. Giusy il 7 marzo 2015, ore 11:54

    Come si può prendere contatto con la sede del PD per un eventuale incontro con Bruno Belli?
    Grazie mille.
    Giusy.

  11. Bruno Belli il 7 marzo 2015, ore 17:06

    Gentile Giusy, come dicevo nell’intervento, potete rivolgervi alla sede del PD vaesino in Viale Monterosa, telefonando e lasciando i vostri recapiti essenziali che mi saranno trasmessi, per concordare, successivamente un incontro diretto.
    Grazie. B.B.

  12. GIO il 9 marzo 2015, ore 09:44

    Questa rivoluzione culturale resta per ora un mistero. Il 14 novembre scorso, Belli annunciava quanto qui di seguito riporto parola per parola: “E’ solo questione di (poco) tempo, di pazienza…e l’ ABC della Cultura verrà fuori… Un mesetto e mezzo…dopo che la Befana avrà “scopato” le sporche strade della città.”.
    Ecco, la Befana è passata ma Belli evidentemente non se n’è accorto, e i mesi fin qui trascorsi dalla sua promessa sono quasi quattro. E’ ineducato chiedere dov’è questo fatidico abbecedario culturale? Io non lo vedo. Vedo solo un annuncio, cui ha fatto seguito un altro annuncio. Per quanto mi riguarda, dico che per ora sul calendario posso solo mettere una X sulla data di oggi e scrivere: prima promessa non mantenuta del neo candidato PD.
    Buona giornata.

  13. Marco il 9 marzo 2015, ore 10:37

    Ci piacerebbe sapere, oltre che potere incontrare Belli, anche il suo “progetto” in seno al PD, perchè credo che abbia delle linee generali da seguire.
    Quando lo potremmo sapere? Sarebbe utile anche per coloro che vorrebbero esporre il loro punto di vista, qualora lo incontrassero alla sede del PD.
    E’ possibile saperlo?
    Grazie.
    Marco.

  14. Bruno Belli il 9 marzo 2015, ore 18:40

    Gentile Marco,
    Lei ha ragione, ed, infatti, nell’ultimo mese, ho più volte sollecitato il segretario cittadino Luca Paris per permettermi di incontrare la stampa così da potere esporre le linee generali che, personalmente, per il gruppo da me coordinato, con l’aiuto di Fabrizio Mirabelli e di Giampiero Infortuna, ho indicato da un mese abbondante.

    Con Fabrizio Mirabelli non avevamo alcun problema nell’indire una conferenza stampa, dove avremmo esposto tali linee essenziali ed anche fatto conoscere un’interessante “ricognizione” effettuata nei Musei cittadini.
    Pertanto, poiché nello stesso incontro con la stampa avrei dovuto esprimere anche quanto può leggere nella lettera pubblicata gentilmente dal direttore Andrea Giacometti, ho preferito, per ridurre i tempi, rivolgermi agli eventuali interessati, inviando la lettera stessa a tutte le redazioni dell’informazione locale (e devo annotare che il SOLO VARESEREPORT l’ha pubblicata!!! – forse, da più parti, si preferisce mantenere l’attuale “status quo”…)

    Luca Paris ha già ricevuto due mie relazioni in proposito alla fase A del progetto “Varese da vivere”.

    Attendo soltanto il “placet” del segretario cittadino per esporre pubblicamente la parte svolta.

    Giro a Lui, pertanto, gentile Marco, la Sua legittima domanda.

  15. brave trials hack apk download il 9 marzo 2015, ore 22:13

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    Varese, Al via la “rivoluzione culturale” targata Pd. Parola di Bruno Belli – Varese Report

  16. Mariella il 10 marzo 2015, ore 13:12

    Belli non era consapevole che, in un partito, avrebbe dovuto obbedire a delle regole precise e che non avrebbe potuto gestire la sua libertà di pensiero e di azione che sono state la sua forza?
    Purtroppo, caro Belli, così: i partiti politici non vogliono cambiare. Lei dovrà seguire le indicazioni dei “superiori” (d’ufficio, s’intende, mica detto “di testa”) e, purtroppo, anche il PD non si distingue certo.
    Ma perchè non torna ad offrirci i suoi “venerdì” che mancano veramente a tanti (e credo che Lei lo sappia), facendo quella cultura vitale che è stata la vera novità settimanale in una città un poco spenta?
    Lasci fare alla politica la politica: al potere non interessa alcun tipo di cultura. Il potere non vuole cittadini consci dei doveri e dei diritti, sarebbe difficile “governarli” / comandarli!

  17. Adriano Gallina il 10 marzo 2015, ore 17:35

    “Rivoluzione culturale” è un termine davvero molto impegnativo, che (anche per il suo portato storico) può entusiasmare come atterrire. Ovviamente mi auguro la prima ipotesi e sono davvero curioso: ma inizia ad essere realmente necessaria, credo, una chiara uscita dalla cornice per dare quantomeno le primissime pennellate ad un quadro, per ora, abbastanza oscuro o comunque ancora coperto dal tradizionale lenzuolo dei pittori. Quali saranno i colori? E il soggetto? E chi lo dipingerà? E soprattutto con quali risorse?

  18. Sergio il 10 marzo 2015, ore 19:57

    Certo che , se il Belli prende ad esempio quello che gli attuali amministratori della Provincia
    Stanno facendo sulla Cultura , ovvero il totale azzeramento di ogni iniziativa.
    La tanto decantata Rivoluzione creerà’ un vero e proprio deserto.
    Attenti dunque . Chi lascia la strada vecchia ……….

  19. Sergio il 10 marzo 2015, ore 20:04

    Cavolo Belli. Ma adesso per parlare con i giornalisti ci vuole il permesso.
    Mi dia retta , la sua libertà non può perderla per nessun partito.
    Dunque , o ritorna ai, Venerdì’ o almeno aderisca ad un partito in cui non serve
    Il permesso per esprimere le proprie idee.
    Roba da socialismo reale.

  20. a.g. il 10 marzo 2015, ore 20:46

    Magari Belli non scelga lo stesso partito di Tosi…potrebbe avere qualche problema…

  21. Bruno Belli il 11 marzo 2015, ore 12:02

    Scusi Sergio
    (forse so anche a chi mi sto rivolgendo direttamente, o, così mi sembra di intuire da qualche suo intervento precedente, ma posso sbagliare), me lo indica Lei un possibile partito?

    Se conoscesse realmente un gruppo politico nel quale la “nota dissonante” possa essere accettata per le sue qualità – solo per quelle – qualità che potrebbero aiutare realmente per una modifica dell’attuale stato delle cose, un gruppo nel quale, pur nel rispetto sempre dovuto ai ruoli, quella stessa “nota dissonante” possa apertamente criticare un atto che ritenga sbagliato, sappia infondere quanta importanza avrebbe un po’ di autocritica (tra l’altro utilissima in ogni lavoro o professione), me lo indichi, perché lo prenderei in viva considerazione.

    Purtroppo, però, e lo dico con amaro in bocca, pur restando sereno, credo che, in realtà, il mondo politico (e non solo quello, ma anche il vero potere che ivi ruota attorno – quello economico) allo stato attuale dei fatti, non sia ancora pronto per una modifica (non dico “cambiamento” che è parola troppo grossa).

    Letta “silura” Bersani e, quindi, Renzi “insacca” Letta; i più fedeli di Berlusconi, al momento opportuno, lo hanno lasciato sulla barchetta, riunendosi nel NCD; Tosi e Zaia litigano per la supremazia veneta con tanto d’intromissione dovuta (?) del categorico Salvini; i 5 Stelle operano le espulsioni “on-line”, senza magari nemmeno conoscere chi stiano espellendo, perché individuo mai personalmente seguito o conosciuto (che barbarie!), ecc.ecc.

    Forse aveva ragione il “terrun” (ma le persone intelligenti sono ad ogni latitudine e longitudine del Mondo) Tomasi Di Lampedusa che ci ha ricordato quanto il costume degli Italiani, che li caratterizza da Nord a Sud e da Est ad Ovest, sia la volontà di un cambiamento solo a parole, ma non a fatti: è necessario che tutto cambi perché tutto resti uguale!

    Però, ripeto, se Lei conoscesse un gruppo politico con le caratteristiche che sopra ho esposto, me lo indichi ed incontrerei volentieri i responsabili dello stesso.

    Cordialmente.
    B.B.

  22. Sergio il 11 marzo 2015, ore 20:35

    Carissimo Belli. Con tutta sincerità non riesco dare alla sua domanda una risposta.
    Ma, le posso onestamente dire che , l’ ultimo dei partiti a cui mi sarei iscritto , se ci tenevo
    Alla mia libertà di espressione senza subire condizionamenti, sarebbe stato il Pd.
    Che ha le sue radici profonde ( in particolar modo a Varese) nel vecchio Pci.
    Che sul concetto di libertà e democrazia non era un campione.
    Basti ricordare gli interventi a favore dei regimi comunisti , sparsi per il mondo.
    Comunque, tantissimi e sinceri auguri , sperando che non debba chinare troppe volte la testa.
    Ps. Io , forse mi sbagliavo , ma in questi anni in cui ho seguito la sua attivita mi ero formato l’ idea che la sua cultura e idea di società’ fosse di stampo Liberale, se così’ non fosse chiedo scusa , se invece corrispondesse al vero……bel salto.

  23. Marco Massa il 18 marzo 2015, ore 11:13

    Caro Belli,
    quando ci farà sapere le idee che ha portato nel progetto?
    Dice di averle già strutturate, perchè non le “rivela”?
    Molti, come il sottoscritto, dopo anni di sua attività pubblica, hanno fiducia nelle sue capacità. Ci dia almeno qualche indicazione. Grazie.

  24. Bruno Belli il 19 marzo 2015, ore 11:12

    Gentile sig. Massa,
    senza dubbio, a breve, esprimerò le mie idee su quello che ritengo essenziale per costruire fondamenta culturali a Varese, Queste idee sono entrate a far parte della prima fase del progetto del PD, fase elaborata con gli altri membri del mio gruppo, Fabrizio Mirabelli e Giampiero Infortuna.
    Sto valutando solo la forma per esporle in modo essenziale ma completo.
    La ringrazio.
    Cordiali saluti.
    B.B.

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