Varese

Varese, Coordinamento Migrante boccia il Pirellone e plaude a Pisapia

stranieriIl 5 febbraio 2015 è stata pubblicata la legge lombarda che modifica in materia di luoghi di culto la legge regionale per il governo del territorio. Le modifiche introducono criteri più restrittivi di quelli previgenti, per l’edificazione di nuovi luoghi di culto, tanto che il provvedimento è stato qualificato come “legge anti-moschee” dallo stesso proponente, la Lega Nord, per evidenziare il vero obiettivo della nuova norma.

Tutta la stampa ha riconosciuto che con le nuove regole sarà quasi impossibile edificare nuovi luoghi di culto per tutte le religioni, anche se il provvedimento andrà a danno soprattutto di quelle confessioni che ne sono particolarmente carenti, in primo luogo appunto la confessione islamica. Dovendo prendere atto che la libertà di professione religiosa è un diritto garantito dalla nostra costituzione e che la disponibilità di un luogo di culto ne è una diretta conseguenza, che non può quindi essere negata in alcuna forma, il legislatore lombardo utilizza lo strumento urbanistico per impedirne di fatto l’esecuzione.

E’ una politica ben conosciuta alle nostre latitudini, dove le amministrazioni leghiste di numerosi centri urbani, si sono allenate nel passato a questo uso improprio dello strumento urbanistico. Quando poi molte di queste amministrazioni sono passate all’opposizione e in alcune il problema del luogo di culto per la religione islamica è stato affrontato in termini nuovi, cercando cioè di contemperare le norme urbanistiche, con la possibilità di garantire concretamente il diritto a pregare (così stava avvenendo a Milano e, nella nostra provincia, a Gallarate), la Lega Nord ha deciso di intervenire a monte, sulla legislazione regionale, che vincola quelle comunali, per impedirlo.

Questo partito sa benissimo che le nuove norme non passeranno al vaglio della Corte costituzionale, che già, per motivi analoghi, aveva bocciato come anti-costituzionale nel 2002, la legge di governo del territorio della Lombardia del 1992. Tuttavia bastano a prendere tempo ed a impedire, almeno a breve, che i comuni possano trovare soluzioni accettabili con le comunità islamiche.

E’ un modo di operare inoltre che il Coordinamento Migrante considera anche una barriera contro ogni politica di integrazione, che ha come presupposto il rispetto delle reciproche culture, il minimo richiesto per una convivenza pacifica . Una parte rilevante della popolazione immigrata è infatti di religione islamica e da tempo rivendica, anche nelle nostre terre, il sacrosanto diritto a luoghi di culto riconosciuti.

E’ singolare inoltre che queste cose succedano in Lombardia e proprio nell’anno della sua massima apertura alla cultura internazionale, tramite EXPO 2015, con la presenza all’esposizione di numerosi paesi di tradizione islamica.

Il Coordinamento Migrante plaude pertanto alla decisione del sindaco di Milano di procedere comunque nel piano cittadino per consentire l’edificazione di luoghi di culto anche alle religioni che non hanno sottoscritto intese con lo stato e quindi anche alla confessione islamica, come da norma costituzionale. Sollecita pertanto anche i comuni della nostra provincia a valutare una posizione analoga fondata sul diritto costituzionale, sulla Convenzione europea, ma soprattutto sul buon senso della nostra gente.

Coordinamento Migrante Varese

3 marzo 2015
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