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Varese, Al Lavit un “aperitivo patafisico” celebra Enrico Baj

Enrico Baj

Enrico Baj

Prosegue con grande successo di pubblico la mostra Enrico Baj Il mondo delle idee allestita allo Spazio Lavit di Varese.  In occasione del penultimo giorno di apertura, lo Spazio Lavit e l’Associazione Culturale Parentesi hanno organizzato un originale Aperitivo Patafisico con letture dal libro di Enrico Baj “La Patafisica”. Un appuntamento in programma venerdì 6 marzo alle ore 18.

Oltre alle curatrici Roberta Cerini Baj e Laura Orlandi interverrà Romano Oldrini, Presidente del Premio Chiara, che ha condiviso una lunga amicizia con Enrico Baj. Insieme a lui alcuni “lettori patafisici” si alterneranno nella recita di brani tratti dal volume pensato e scritto dall’artista.

Intanto continua, presso lo Spazio Lavit, in collaborazione con l’Associazione Culturale Parentesi, la mostra personale di Enrico Baj Il mondo delle idee, che continuerà fino al 7 marzo. Un’occasione di riscatto per Varese dopo la grave mancanza di una mostra celebrativa nel decennale della morte di questo grande artista, che ricorreva nel 2013.

Un’iniziativa importante resa possibile grazie al sostegno di 8a+ Investimenti SGR, Mazzucchelli 1849 e MAP Museo Arte Plastica, AXA – Comi Rovera Suozzo sinergie e Fondazione Comunitaria del Varesotto, che vede la collaborazione del Comune di Varese e il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Varese ed EXPO2015 VARESE.

Il progetto espositivo curato da Roberta Cerini Baj e Laura Orlandi (storico dell’arte), con il supporto di Alberto Lavit, propone una selezione di opere note e meno note al grande pubblico.  Un allestimento suggestivo propone per la prima volta distesa orizzontalmente su un’unica parete, la tela Ik mondo delle idee, lunga ben 19 metri. La mostra fa scoprire l’ecletticità dell’artista, grazie all’abbinamento di lavori di periodi diversi. Enrico Baj, grande maestro del Novecento – fondatore del Movimento dell’arte Nucleare -  dissacrante, ironico ed originale, è versatile e capace di rinnovarsi sperimentando tecniche materiali e stili diversi.

Il primitivismo e la cultura africana, che prima di Baj erano stati motivo di interesse per gli artisti d’avanguardia del XX secolo – uno su tutti il geniale Picasso – si trovano nelle Maschere a parete, realizzate tra il 1993 e il 1995, e nei Totem (1997) che compongono una delle sezioni della mostra.

I grandi volti sono la combinazione di oggetti d’uso comune che danno vita a creature colorate, divertenti e uniche. Opere che testimoniano una creatività dirompente derivata da una lunga tradizione artistica che trae ispirazione dai collage cubisti e dai rivoluzionari Ready Made di Duchamp. Le combinazioni create nelle maschere e nei Totem ricordano i grandi Generali, soggetti tra i più famosi della produzione di Baj, ma in questo caso si respira uno spirito diverso, scevro della rabbia e del dolore che rappresentavano questi ufficiali. Tra le opere selezionate anche lavori meno noti al grande pubblico, ma di grandissimo valore in quanto propongono un aspetto, ancora poco indagato, della lunga e prolifera attività dell’artista. La vasta produzione di Baj va dai quadri alle sculture, dai collage alle grafiche. Proprio ai disegni e alle opere su carta sarà dedicata un’altra parte della mostra. Inoltre non poteva mancare Ubu, il personaggio nato dalla fantasia surreale di Alfred Jarry e portato alla ribalta dalla pièce teatrale Ubu Re. Questa figura, ironica metafora dell’arroganza del potere, è il soggetto di numerose tele di Baj, due delle quali scenderanno dal soffitto della galleria Lavit.

6 MARZO ORE 18 “APERITIVO PATAFISICO. Letture dal libro di Enrico Baj LA PATAFISICA”

 

2 marzo 2015
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