Milano

Milano, Firmato patto fiscale italo-svizzero. Novità per i frontalieri

doganaA Milano è stato firmato un patto fiscale tra Italia e Svizzera: un patto che è stato sottoscritto dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e dal consigliere federale Eveline Widmer-Schlumpf. Un patto che modifica il precedente atto che risaliva al 1976.

Tra i punti fondamentali lo scambio di informazioni fiscali, che per ora è solo su richiesta. Un punto che comporta la fine del segreto bancario e l’uscita della Svizzera dalla black list per entrare nella white list. La firma del patto comporta altresì che le nostre autorità possano individuare potenziali evasori italiani che detengono patrimoni in territorio svizzero. Ottenuto il via libera dei due parlamenti, le autorità fiscali italiane potranno richiedere alla Svizzera informazioni. Il primo scambio automatico di informazioni avverrà entro settembre 2018 con riferimento all’anno 2017.

Decisivo anche il punto relativo ai lavoratori frontalieri. Anche i frontalieri svizzeri che lavorano in Italia saranno compresi nell’accordo. I lavoratori oltre confine saranno assoggettati ad imposizione sia nello Stato in cui esercitano l’attività, sia nello Stato di residenza.

La quota spettante allo Stato del luogo di lavoro ammonterà al massimo al 70%. Il Paese di residenza dei lavoratori applicherà l’imposta sul reddito tenendo conto delle imposte già prelevate nell’altro Stato ed eliminando l’eventuale doppia imposizione.

Il carico fiscale totale dei frontalieri italiani rimarrà inizialmente invariato e successivamente sarà portato al livello di quello degli altri contribuenti. Stop alla compensazione finanziaria tra i due Stati, come previsto fino ad oggi. Il ristorno ai Comuni frontalieri italiani sarà a carico dello Stato, sulla base del principio di invarianza delle risorse.

Saranno infine semplificati i rapporti tra i due Stati relativamente all’exclave di Campione d’Italia.

23 febbraio 2015
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