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Regione, Via al referendum su più autonomia. A favore anche i 5 Stelle

pirelloneI cittadini lombardi saranno chiamati ad esprimersi sulla richiesta allo Stato di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia. Il Consiglio regionale ha approvato oggi la proposta di referendum consultivo ai sensi degli articoli 25 e seguenti della legge regionale 34/1983.

Il testo del quesito, condiviso all’interno di un tavolo di lavoro in seno alla Commissione Affari istituzionali e poi approvato dalla stessa lo scorso 4 febbraio, è il seguente: “Volete voi che la Regione Lombardia, nel quadro dell’unità nazionale, intraprenda le iniziative istituzionali necessarie per richiedere allo Stato l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, con le relative risorse, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 116, terzo comma della Costituzione?”.

La proposta doveva raccogliere per Statuto i 2/3 dei consensi dell’Aula: a favore si sono espressi 58 consiglieri (Lega Nord, Lista Maroni, Forza Italia, NCD, Fratelli d’Italia, Pensionati, Gruppo Misto e M5S), contrari 20 (PD, ad eccezione del consigliere Corrado Tomasi che ha votato a favore, e Patto Civico).

“Questa Regione ha tutti i motivi di reclamare autonomia politica e amministrativa – ha detto il relatore Stefano Bruno Galli (Lista Maroni) – perché parte dei Quattro motori d’Europa, propulsore della Strategia macroregionale alpina e alla luce del suo peso del 21% del Pil nazionale e dei 54 miliardi di residuo fiscale. La differenziazione deve essere un criterio di premialità”. Galli ha annunciato, poi, l’elaborazione di una risoluzione ad hoc dove esplicitare materie concorrenti e correlate su cui si richiede maggiore autonomia.

In fase di dibattito sono intervenuti Alessandro Alfieri (PD), Lino Fossati (Lista Maroni), Stefano Carugo (NCD), Umberto Ambrosoli (Patto Civico), Fabio Fanetti (Lista Maroni), Fabrizio Cecchetti (Lega Nord), Dario Violi (M5S), Fabio Pizzul (PD), Pietro Foroni (Lega Nord), Giulio Gallera (Forza Italia), Stefano Buffagni (M5S), Marco Tizzoni (Lista Maroni), Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia), Carlo Borghetti (PD), Raffaele Cattaneo (NCD), Antonio Saggese (Lista Maroni), Mario Mantovani (Forza Italia), Jacopo Scandella (PD).

Prima della discussione generale è stata respinta dall’Aula (voto contrario di maggioranza e Movimento 5 Stelle) la questione pregiudiziale sollevata da PD e condivisa da Patto civico.

All’inizio della trattazione del progetto di legge, il Presidente Raffaele Cattaneo ha comunicato all’Aula le motivazioni per cui tutte le votazioni riferite a questo provvedimento, compresa la votazione finale, si sarebbero tenute con voto palese.

Il Consiglio, parallelamente, ha approvato un ordine del giorno in cui vengono esplicitate la materie su cui avviare, in via prioritaria, il confronto con il Governo per sottoscrivere l’intesa ai sensi dell’articolo 116, comma III, della Costituzione.

Il testo, illustrato da Mauro Piazza (NCD), entra poi nel dettaglio delle competenze in ambito di tutela dell’ambiente e dell’ecosistema, tutela dei beni culturali, organizzazione della giustizia di pace, organizzazione sanitaria, ordinamento della comunicazione, Protezione civile, previdenza complementare e integrativa, infrastrutture, ricerca scientifica e tecnologica e sostegno all’innovazione per i sistemi produttivi, università, cooperazione transfrontaliera, casse di risparmio, casse rurali, aziende di credito a carattere regionale, enti di credito fondiario e agrario a carattere regionale. Sulla stessa linea, approvato un analogo documento presentato dal relatore Stefano Bruno Galli (Lista Maroni) che chiede alla Giunta di predisporre un dettagliato atto di indirizzo contenente le indicazioni relative alle particolari sfere di autonomia che si intendono contrattare con lo Stato centrale.

L’Aula ha approvato, poi, un ordine del giorno del Movimento 5 Stelle (a firma Dario Violi e Stefano Buffagni) in cui si chiede alla Giunta di “somministrare il referendum consultivo avvalendosi delle modalità elettroniche di voto offerte dal progetto di legge 226”. Respinto l’ordine del giorno del PD (illustrato da Enrico Brambilla) che, criticando la spesa di 30 milioni prevista per il referendum, chiedeva di dare mandato alla Commissione Affari istituzionali di elaborare una risoluzione sulle ulteriori forme di autonomia.

17 febbraio 2015
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