Busto Arsizio

Busto Arsizio, Quattro edili licenziati reintegrati dal giudice

cantiere_sicurezzaCon sentenza del 6 febbraio 2015, a fronte del ricorso intentato dalla FILLEA CGIL di Varese nei confronti di un’azienda edile di Busto Arsizio, il Tribunale di Busto Arsizio ha condannato l’azienda per comportamento antisindacale dopo che questa aveva licenziato 4 lavoratori che avevano partecipato ad uno sciopero per rivendicare le spettanze arretrate bypassando, tra l’altro, le procedure di licenziamento collettivo previste per Legge ed intimando 4 distinti licenziamenti individuali.

Il giudice, si legge nelle motivazione della sentenza: “dichiara il carattere antisindacale della condotta posta in essere dalla resistente consistita nell’omessa attivazione della procedura prevista ex L. 223/91 e, per l’effetto, dichiara l’inefficacia dei licenziamenti posti in essere dall’Azienda in violazione della procedura ex L.223/91 e ordina alla società la riammissione in servizio dei lavoratori e di dar corso alla procedura prevista dall’art. 24 L. 223/91”. Da domani i Lavoratori, per quanto disposto dal Giudice, rientreranno in azienda.

“Per noi è questo quello che conta – afferma Flavio Nossa, Segretario Generale Fillea Varese – . Questa sentenza riafferma il ruolo di tutela collettiva dei lavoratori che esercita il sindacato e riafferma la validità delle procedure previste per i licenziamenti collettivi. Serva da monito per quelle imprese che, usando lo spettro della crisi, provano, senza vergogna alcuna, a disfarsi a costo zero dei Lavoratori con surrettizie motivazioni economiche.

Ribadiamo, a prescindere da questa sentenza, che la Fillea CGIL continuerà a vigilare, affinché il settore dell’edilizia, già duramente colpito dalla crisi non faccia un salto all’indietro di oltre un secolo per colpa di imprenditori senza scrupoli. Dalla crisi non si esce cancellando le regole e i posti di lavoro non si creano con la libertà di licenziare: la crisi la si combatte e la si supera mantenendo barra a dritta su tutela dei diritti, legalità e contrattazione”.

12 febbraio 2015
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