Varese

Varese, Numero unico d’emergenza promosso. Ma le false chiamate sono tante

La presentazione del 112 in Prefettura a Varese

La presentazione del 112 in Prefettura a Varese

Per l’odierna “Giornata Europea 112 Day”, dedicata al Numero unico dell’emergenza 112, l’attenzione si è rivolta su quelle che in Europa vengono definite “false calls”, false chiamate. Un fenomeno importante, al punto che i responsabili del 112 hanno lanciato l’allarme. E in occasione del “112 Day” (oggi 11 febbraio si traduce proprio nel numero 112) hanno fatto il punto in una sala della Prefettura di Varese alla presenza delle autorità e dei rappresentanti delle Forze dell’ordine. Una giornata in cui sono state aperte le porte dei call center ai giornalisti (nel caso di Varese la centrale è presso l’Ospedale di Circolo).

Come ha esordito il prefetto Giorgio Zanzi, “il modello che si è sviluppato a Varese, si è rivelato così valido da essere replicato a livello nazionale. Una sperimentazione, inizialmente, che è potuta partire anche grazie al grande spirito collaborativo delle Forze dell’ordine”. Nella giornata odierna, questo sistema che in Lombardia poggia su tre centrali (Varese, Milano e Brescia), “può essere valutato, con uno sforzo di farne un bilancio”. Gli fa eco il sindaco di Varese, Attilio Fontana, ha riportato la scelta di Varese all’allora ministro degli Interni, Roberto Maroni. “Era allora una scommessa, che comportava anche dei rischi”. Lo stesso sindaco, che ha avuto la necessità di ricorrere al 112, dice: “La risposta è stata eccellente, gli operatori di ottimo livello”. Il consigliere provinciale con delega alla Protezione civile, Fabrizio Mirabelli, ha sottolineato come “il numero unico dell’emergenza diffiuso a livello europeo rende Varese ancora più europea e aperta all’Europa”. Presente anche il questore di Varese, Attilio Ingrassia.

Il dottor Alberto Zoli, direttore di Areu per la Regione Lombardia, riassume i dati: “Le chiamate inappropriate sono tante a livello europeo, su 100 chiamate che arrivano al Numero Unico dell’Emergenza, 55 sono false chiamate”.  Ma guardiamo ai numeri relativi al call center di Varese (a cui afferiscono le province di Varese, Como, Lecco, Monza e Brianza, Bergamo): per quanto riguarda il 2014, le chiamate ricevute sono state 1.531.533, ma le chiamate che sono state inoltrate e hanno ricevuto una risposta sono state 677.360, con un filtro che ha fermato il  56% delle chiamate giunte al 112 (a Milano si è stoppato il 60%). Dunque, più della metà delle chiamate si sono rivelate false.

Un fenomeno assai significativo, che il dottor Zoli ha tradotto: vengono considerate chiamate inappropriate le richieste di informazioni non urgenti, gli scherzi, le chiamate da parte dei bambini, le chiamate mute, i “pocket calls” (le chiamate partite inavvertitamente dal cellulare), le chiamate per errore e le chiamate inappropriate. A tutte queste chiamate risponde sempre il 112, valutando il tenore delle chiamate e smistandole. Le chiamate possono giungere ai vari numeri di soccorso (il 112, il 113, il 115 e il 118) che vengono dirottate al 112, che a sua volta smista le chiamate ai servizi necessari: Carabinieri, Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Soccorso Sanitario. Come dice il dottor Zoli, questo sistema ha dimostrato di tagliare i tempi della risposta: risposta media attorno ai 5 secondi e poco più di mezzo minuto l’intera operazione. Anche se Zoli a precisa domanda non ha chiarito di quanto siano migliorati i tempi rispetto al passato, magari rispetto alle chiamate di soccorso al 118.

Per facilitare la risposta è possibile una App “Where are U”, che facilita la localizzazione e dunque anche la risposta ad ogni tipo di bisogno. Interessanti i dati relativi agli operatori del 112: recentemente sono stati impiegati lavoratori cassintegrati o in mobilità. Sottoposti ad una dura formazione di circa un mese, su 10 partiti ne sono arrivati 2. Attiva anche una centrale in cui sono presenti operatori in grado di tradurre 12 lingue straniere. A Varese sono 51 gli operatori.

 

 

 

11 febbraio 2015
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