Lettere

La Buona Scuola, cosa vuol dire

scuola1Riforma, del lavoro, del fisco, della giustizia, della pubblica amministrazione. Senza dimenticare,  ovviamente, la riforma elettorale e quella del Senato. Sono numerosi i fronti su cui si è impegnato il Governo in questi mesi. Sebbene questi siano tasselli essenziali per la modernizzazione del nostro  Paese, la spinta riformatrice impressa dal Governo in questi mesi, sarebbe incompleta se non dispiegasse i suoi effetti anche nel mondo della scuola.

Perché diventa fondamentale avere uno sguardo innovativo anche sull’universo della formazione? É la stessa ragione per cui a Malnate abbiamo deciso di rendere la nostra città a misura di bambino. Se, infatti, partiamo dai bisogni dei più piccoli, le ricadute positive saranno generalizzate. Lo stesso ragionamento vale per la scuola: una scuola che funzioni, in linea con i bisogni formativi dei nostri  ragazzi e che risponda alle esigenze del mercato del lavoro, rappresenta una condizione essenziale per la ripresa sociale ed economica di tutto il paese.

Il rapporto da cui sono scaturite alcune proposte di riforma del governo è intitolato “La Buona Scuola”. La consultazione pubblica che poi ne è seguita ha posto l’interrogativo a tutti noi. Cos’è per noi la buona scuola? Vi dico, secondo me, in cosa consiste. Io penso che una “buona scuola” sia tale se permette un’alternanza fra lezioni teoriche ed esperienze lavorative fin dagli ultimi anni delle superiori, in modo che i nostri ragazzi, con il bagaglio di  conoscenze acquisite sui banchi di scuola, possano mettere in pratica quanto appreso, misurandosi da subito con le richieste del mercato. Un’agenzia formativa che permetta quindi ai ragazzi, una volta completata la propria formazione scolastica, di poter trovare sbocchi sul piano lavorativo o orientarsi nella scelta del percorso accademico più adeguato ai propri obiettivi e inclinazioni.

Io penso che una scuola sia una buona scuola se ha un’offerta formativa flessibile, che permetta agli studenti di arricchire la propria formazione  scegliendo le materie e i laboratori che ritengono coerenti con le loro esigenze e ai loro bisogni formativi. Quindi maggior autonomia e libertà di  scelta nella configurazione dell’offerta di ogni istituto, abbandonando l’attuale omologazione che non ha senso di esistere in un mondo del lavoro che si specializza sempre di più. Io penso che una scuola sia una buona scuola se riconosce ai suoi insegnanti la specificità del lavoro che svolgono, offrendo loro strumenti per aggiornarsi costantemente e predisponendo dei meccanismi che permettano di valorizzare le professionalità migliori.

Io penso che una scuola sia una buona scuola se rivede la sua governance e permette l’accesso all’insegnamento attraverso canali che selezionino le migliori professionalità in termini di competenza e capacità di coinvolgere gli studenti nell’esperienza educativa. Inoltre devono essere previsti percorsi di valorizzazione dei docenti che si assumono all’interno degli istituti responsabilità sul piano gestionale ed organizzativo perché anche nel mondo dell’istruzione si possa pensare a una carriera slegata da una progressione basata sulla sola anzianità di servizio.

Sono certo che il nostro Presidente della Repubblica, che ha da sempre dimostrato una sensibilità particolare nei confronti della scuola, confermerà la sua particolare attenzione al tema della formazione. Insomma, l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema è alta, prova ne è la partecipazione alla consultazione pubblica promossa dal Ministero dell’Istruzione, a cui hanno partecipato insegnanti, personale non docente, dirigenti scolastici, studenti: tutti i protagonisti della scuola, “la più grande isola di conoscenza”.

Samuele Astuti

Sindaco di Malnate

Segretario provinciale del Pd di Varese

11 febbraio 2015
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