Varese

Varese, Polizia locale, i sindacati presentano richieste al Prefetto

L'incontro con il Prefetto Zanzi

L’incontro con il Prefetto Zanzi

Oggi martedì 10 febbraio 2015 le Segreterie di FP CGIL CISL FP e UIL FPL unitamente al coordinamento unitario della Polizia Locale di Varese e ad una delegazione di Agenti hanno incontrato il prefetto di Varese, nell’ambito dell’iniziativa nazionale sulla difesa della dignità della Polizia Locale oltre a ribadire i punti della vertenza a livello nazionale abbiamo consegnato il seguente documento: 

Ill.mo Sig. Prefetto, la nostra presenza qui, oggi, nel giorno in cui altri colleghi, in tutta Italia, presidiano i rispettivi Uffici Territoriali del Governo, vuole essere un tassello d’una mobilitazione che riguarda oltre sessantamila donne e uomini che non possono più sottrarsi dal manifestare lo sconforto determinato dall’incertezza della loro condizione professionale.

Eccellenza, nel ringraziarLa per questo incontro, Le chiediamo di concorrere a far sì che le istituzioni, che Lei rappresenta al livello più alto nella nostra provincia, si rendano conto della sostanziale concordanza fra giustizia sociale, interessi dei cittadini e rivendicazioni degli operatori.

Nell’affermare ciò, teniamo a rammentare che moltissimi sono i punti per cui l’attuale condizione impedisce di fornire alla società Italiana il servizio che merita e nel contempo, castra le legittime aspirazioni delle donne e degli uomini della Polizia Locale.

L’impossibilità di accedere alle banche dati ministeriali riduce drasticamente la qualità del controllo del territorio, impedendo identificazioni tempestive che porterebbero un radicale ed incisivo incremento delle attività di prevenzione e repressione dei reati, fronte sul quale i nostri Corpi e Servizi sono già ampiamente schierati.

L’incertezza sui tempi e modi della formazione del personale espone le poche nuove leve a rischi professionali ed il sostanziale blocco del turnover, operato ormai anche sulla P. L. comporta un pericoloso innalzamento dell’età di coloro che lavorano sulla strada e vi si troveranno ancora per molti anni a venire.

La paralisi degli Enti Locali determinata dal patto di stabilità e dalle recenti disposizioni volte al riassorbimento del personale delle Province, insieme con i limiti del contratto degli Enti Locali che, mancando della figura intermedia fra le categorie C (Agenti) e D (Ufficiali), elimina la possibilità di dotarsi di Sottufficiali, compromette le legittime aspirazioni di carriera ma, soprattutto, limita le capacità di coordinamento dei comandi e la presenza di U. P. G. nei turni di servizio.

Tutto questo e molto altro accade mentre, con le iniziative del Governo Monti, la categoria ha perso le tutele in caso un operatore rimanesse ferito o ucciso in servizio ( Causa di servizio e Equo indennizzo), mentre ogni giorno presidia il Paese, spesso fianco a fianco con i colleghi ministeriali. Ognuno di noi sa che, sotto l’uniforme, il colore del sangue è lo stesso, ma sa anche che se gli dovesse capitare qualcosa, non lascerà nulla alla famiglia, come a differenza accadrebbe ad un collega dipendente dello stato. Non esiste altra figura assegnata a compiti di polizia che sia sottoposta alla inclemenza degli elementi, in ogni stagione, ma nonostante questo, come se la Polizia Locale avesse una misteriosa armatura protettiva che gli altri non hanno, i nostri percorsi di servizio prevedono il pensionamento secondo la medesima tempistica di un qualsiasi impiegato, mentre le Forze dell’Ordine accumulano (giustamente!) anni di contribuiti in più, vedendosi legittimamente riconosciuta la natura usurante, non solo fisica ma anche psicologica, del nostro, pur amato, lavoro.

Senza una contrattazione di secondo livello dedicata e separata da quella degli altri dipendenti degli EE. LL. la nostra categoria continuerà ad essere un corpo estraneo all’interno di una realtà che non ci rappresenta, con danno nelle relazioni interne e con uno sbilanciamento nel consumo delle esigue risorse. La professionalità acquisita che, ormai, vede anche piccole strutture divenire un punto di riferimento per le proprie comunità, necessita di percorsi differenziati da quella del pur dignitosissimo lavoro impiegatizio che, però, nulla ha a che fare con il quotidiano di un operatore di Polizia.

La dipendenza da una normativa superata che nuoce ancor più alla produttività che al personale, confligge in maniera plateale con il contributo sostanziale alla sicurezza che noi offriamo costantemente, grazie ad una conoscenza del territorio pressoché ineguagliabile, perfettamente nota alle Procure della Repubblica che, quotidianamente, ci affidano compiti di responsabilità e, sempre più, delegano indagini. All’enorme complessità e vastità di compiti propri del nostro quotidiano, corrisponde una quasi completa ignoranza degli stessi da parte di quella stessa società civile della quale siamo i primi garanti e che, paradossalmente, scarica sulla nostra figura l’astio verso le istituzioni tipico della congiuntura che stiamo attraversando. Ancor peggio, la politica che queste istituzioni è chiamata a governare usa la nostra uniforme come un parafulmine per catalizzare e distrarre l’attenzione mediatica, cavalcando spregiudicatamente l’onda populista che flagella coloro che vengono chiamati a far rispettare le regole non solo ai criminali, ma anche e soprattutto ai cittadini comuni.

Eccellenza, a Lei che ben conosce il contributo quotidiano che offriamo alle Istituzioni, porgiamo l’invito a traghettare ai massimi livelli questo nostro appello e la lista di punti, non esaustiva, che vi alleghiamo, affinché vi giunga, con le decine di altri che in varie forme vengono composti in questi giorni, culmine di una manifestazione di malessere la cui soluzione non è più procrastinabile.

Il Coordinamento Unitario Polizia Locale Varese

FP CGIL – CISL FP – UIL FPL

10 febbraio 2015
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Un commento a “Varese, Polizia locale, i sindacati presentano richieste al Prefetto

  1. gimocchiverdi il 10 febbraio 2015, ore 16:01

    Ogni categoria lavorativa ha le giuste rivendicazioni da fare,ma nel campo della sicurezza,non si puo’ non obiettare che le divise che circolano in italia sono troppe,Carabinieri, Polizia Di Stato, Guardia Di Finanza, Corpo Forestale,Polizia Provinciale Polizia Locale.Non conosco il numero effettivo delle forze in campo, che sicuramente e’ notevole,ma che lavora in modo separato con notevole dispersione delle risorse di uomini e danaro.Ormai siamo giunti ad un punto in cui occorre razionalizzare i servizi formando un corpo unico di Polizia con varie specialita’ meno comandanti piu’ uomini in strada a presidio della sicurezza totale.Aggiungerei che una bella forza volontaria
    con gli stessi compiti che oggi sono della Polizia Locale, non sarebbe male, sopratutto fra i giovani, che oggi non hanno piu’ l’opportunita’ di essere formati nelle forze armate come si faceva con la leva obbligatoria Qualche politico ne aveva timidamente parlato di questo accorpamento, ma poi e’ finito nel dimenticatoio Troppi interessi di bottega fanno si che non si rinnovi mai nulla

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