Varese

Varese, Ambrogio Borsani: come sono stato colpito dal “morbo di Gutenberg”

Borsani, Eileen Ghiggini e Chiodetti

Borsani, Eileen Ghiggini e Chiodetti

Un incontro che gli organizzatori hanno definito “semiserio”, quello che si è tenuto alla Galleria Ghiggini con il titolo “Dacci oggi il nostro libro quotidiano”. Un incontro dedicato ai bibliofili e ai bibliomani, ai cacciatori di prime edizioni e ai collezionisti di testi rari. In cattedra, per parlare di tutto questo, è salito Ambrogio Borsani, che ha presentato il suo ultimo libro “Il morbo di Gutenberg. Avventure e sventure di uno schiavo della carta stampata” (pubblicato da Liguori). A porre alcune domande, Mario Chiodetti.

Numerosi gli aneddoti narrati da Borsani, i colpi di fortuna, il ritrovamento di libri rari in piccole e polverose librerie, l’incontro con volumi introvabili avvenuto in qualche polveroso garage, le gioie e i dolori di un collezionista che è stato direttore creativo in varie agenzie internazionali di pubblicità e in passato ha lavorato come libraio antiquario. Docente all’Accademia di Brera e curatore di opere di Alda Merini, Borsani ha scritto diverse opere, tra cui una bellissima, dedicata agli incontri “ferroviari” con Giovanni Testori.

Davvero curioso il racconto dell’incontro, grazie ad una libreria, con il mitico Cesare Zavattini. Oppure la scoperta di una prima edizione di un testo di Ennio Flaiano. Borsani ha raccontato anche del suo incontro con il pubblicitario Emanuele Pirella, ma soprattutto dell’affascinante avventura di “Wuz”, la rivista diretta da Borsani e relativa a “Storie di editori, autori e libri rari”. E sulle nuove tecnologie, e-book e dintorni? Borsani ha espresso qualche perplessità su tali strumenti, in parte legate alle percentuali basse che riguardano le preferenze dei lettori italiani.

8 febbraio 2015
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