Lettere

Twitter, si apre il dibattito

Internet-300x231Qualche giorno fa Corrado Augias, motivando il suo allontanamento da Twitter ha detto tra l’altro: “TW… molto spesso è usato come palestra per giochetti di parole, considerazioni sommarie, volgarità spesso anonime; cosa che una volta apparteneva solo ai ‘pizzini’ mafiosi” (…); e per chiarire meglio il suo pensiero ha equiparato Twitter a una ‘Suburra’. (Per chi non lo sapesse la ‘Suburra’ era un vasto e popoloso quartiere dell’antica Roma abitato da sottoproletariato urbano che viveva in condizioni miserabili. Il termine suburra ha ancora, nel linguaggio comune, il significato generico di luogo malfamato, teatro di crimini e immoralità).

A conferma di quanto affermato da Augias – confessa autocriticamente  Dick Costolo, amministratore delegato del social network: “Twitter è diventato uno sfogatoio delle peggiori pulsioni umane, o subumane: aggressioni, insulti, molestie.” Insolenza e volgarità gratuite il più volte anonime e/o nascoste, dietro falsi nomi, stanno cominciando ad avere un costo reale.

“La quotazione del titolo in Borsa” – dice F. Rampini su la Repubblica – “ha deluso gli azionisti. Anche le cifre sugli utenti lasciano perplessi. “Attualmente  Twitter dichiara di avere 500 milioni di “conti” (indirizzi), ma ammette che di questi soltanto poco più della metà risultano attivi: 284 milioni. La società sta perdendo uno dopo l’altro molti affezionati utenti della prima ora, che stanno lasciando TW, per vivere più sereni. “Perché”- ha aggiunto l’amministratore – “siamo stati incapaci di affrontare gli insulti che li perseguitano”.

Il caso del ritiro di Corrado Augias, spesso calunniato e insultato su TW, non è un episodio isolato. Molti anche nel nostro Paese si stanno allontanando; ma tanti seguitano ancora imperterriti a oltraggiare e insultare sul sito.

Che fare? È il sintomo di un imbarbarimento della società, il segno di una caduta del senso civico e morale del nostro Paese. Occorre prevenire, educare, ritrovando i valori smarriti di tolleranza e solidarietà. Solo una riforma morale degli italiani e un rinnovato spirito civico ci potranno salvare.

Romolo Vitelli

7 febbraio 2015
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