Varese

Varese, Quasi 18 mila posti di lavoro persi negli ultimi 5 anni

operai_in_fabbrica_1-300x225Nell’arco di cinque anni, il mercato del lavoro a Varese ha subito una contrazione del 6,5%: sulla base degli ultimi dati disponibili, tra il 2008 e 2013 si è registrata una diminuzione di 17.900 occupati nelle imprese attive sul territorio provinciale.

Il dato è rilevato dall’archivio SMAIL (Sistema Monitoraggio Annuale sulle Imprese e il Lavoro) promosso dalla Camera di Commercio: un modello informativo che permette di monitorare l’andamento dell’occupazione in modo sistematico e che è consultabile online all’indirizzo web smail.va.camcom.it.

«Su un mercato del lavoro di circa 260mila persone, rappresenta indubbiamente un fattore di grave preoccupazione una contrazione di quasi 18mila addetti nei primi cinque anni di una crisi che, purtroppo, non si è ancora chiusa» sottolinea il presidente della Camera di Commercio Renato Scapolan, che aggiunge: «Lo sguardo è comunque sempre puntato al futuro, con quella forza e quella determinazione che sono propri degli operatori economici del nostro territorio. E qualche segnale di positività incomincia a emergere: lo rilevano gli indicatori nazionali e internazionali, ma posso anticipare che anche le aspettative dei nostri imprenditori, monitorati sulla base dell’indagine che presto verrà resa nota, per i prossimi mesi sono improntate a un cauto ottimismo».

Entrando nel dettaglio dei vari settori, sulla base dell’analisi quinquennale SMAIL la contrazione è stata marcata nelle costruzioni (-19%) e nell’industria (-12%). In particolare, le perdite sono state più elevate nel Tessile-Abbigliamento-Calzature (-24%), nel Legno-Mobili e nella Lavorazione dei Minerali non Metalliferi (-19% in entrambi i casi), nell’Elettronica (-18%) e nella Carta-Stampa (-16%). Occorre tuttavia tener presente che queste variazioni si inseriscono in una dinamica strutturale di riduzione di lungo periodo. Il principale settore industriale, vale a dire il comparto della Metalmeccanico (Aerospaziale escluso), ha perso l’11%, mentre la Chimica-Gomma-Plastica ha lasciato sul terreno “solo” il 7% degli addetti. Si distinguono invece l’industria Alimentare e quella Aerospaziale, che hanno mantenuto praticamente invariata la propria occupazione.

Sono poi in crescita le “Public Utilities”, cioè Energia Elettrica-Gas-Acqua-Gestione Rifiuti e Reti Fognarie (+5%). L’Agricoltura, poi, evidenzia una situazione di stabilità.

Il “clima” è invece migliore nei Servizi, la cui occupazione si mantiene stabile nei cinque anni considerati (+1%), anche se questo è in gran parte frutto dell’incremento dovuto all’utilizzo di personale impiegato per brevi periodi e in modo flessibile.

Tra i Servizi, poi, emergono l’Istruzione Privata (+16%), il Turismo e la Ristorazione (+14%), la Sanità e l’Assistenza Sociale Private (+12%) oltre ai Servizi Avanzati (+6%). Vanno poi in controtendenza il Commercio (-2%), il Credito-Assicurazioni (-6%) e soprattutto i Trasporti e le Attività Connesse (-9%).

5 febbraio 2015
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