Varese

Varese, Pronto Soccorso sotto attacco, conferenza stampa dei vertici

ospedaleNelle ultime settimane il Pronto Soccorso all’Ospedale di Circolo di Varese è stato al centro di polemiche e proteste. Giorni di fibrillazione in cui il Pronto Soccorso è stato prima bersaglio della trasmissione “Striscia la Notizia” e poi, oggi, di una serie di interventi di politici, da Sel al Pd.

Al punto che domani, presso Villa Tamagno, è stata indetta una conferenza stampa congiunta tra Azienda ospedaliera di Varese e ASL Varese in cui sarà trattato il tema dei Pronto Soccorso e, in particolare, le misure adottate e quelle di prossima adozione per gestirne le criticità. Interverranno i rispettivi Direttori generali, Callisto Bravi e Paola Lattuada.

Oggi è arrivata la presa di posizione del capogruppo del Pd Fabrizio Mirabelli: «È una vergogna! – sbotta Fabrizio Mirabelli, capogruppo del PD in Consiglio comunale. “Come si fa a continuare a parlare ancora di emergenza e provvisorietà a dieci anni di distanza dalla fine dei lavori per la realizzazione del nuovo monoblocco?».

«Abbiamo speso, e dico abbiamo perché sono soldi della collettività, 120milioni di euro per costruire un ospedale che avrebbe dovuto migliorare ulteriormente il livello della sanità varesina che era già di eccellenza e ci ritroviamo con una struttura, in tutti i suoi reparti, non solo al Pronto Soccorso, insufficiente a soddisfare le esigenze della città di Varese e del territorio limitrofo.”
“Un tempo – continua Mirabelli – al Circolo c’erano 1.400 posti letto; ora, se non sbaglio, sono poco più di 500; di chi è la responsabilità? La Regione, al vertice della quale sta un varesino, e l’apposita Commissione regionale Sanità, al vertice della quale sta un altro varesino, che fa? Dorme?
«I varesini, che pagano le tasse, hanno diritto di avere un Ospedale e un Pronto Soccorso che funzionino bene. Certo, manca un filtro. C’è chi va in ospedale spesso, invece che dai medici di base. E’ un problema arcinoto. Perché chi gestisce la sanità lombarda da venti anni ha lasciato incancrenire questa situazione invece di cercare di risolverla? Era troppo occupato a spartirsi le poltrone?”
“Non resta che confidare – conclude Mirabelli –  nella nuova riforma e nelle aggregazioni di medici di base. Per l’immediato, tuttavia, suggerisco di fare come in Svizzera, dove i medici di base hanno a disposizione a rotazione alcuni spazi all’interno degli ospedali per condurre accertamenti su pazienti con patologie lievi, in sostanza i cosiddetti codici bianchi. ll 19 febbraio, quando  è stata programmata l’audizione, in consiglio comunale, del direttore generale dell’ospedale di Circolo Callisto Bravi, non ci accontenteremo più di chiacchiere ma vorremo già vedere fatti concreti.”

5 febbraio 2015
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