Varese

Varese, Corteo per vittime delle foibe. Il forzista Cosentino attacca Anpi

Il forzista Cosentino

Il forzista Cosentino

Il 10 febbraio 2015, in occasione della Giornata del Ricordo, è stato indetto un corteo dal “Comitato spontaneo varesino 10 febbraio” in memoria delle vittime delle Foibe. Ritrovo alle ore 19 in piazzale Trieste a Varese, davanti alla stazione Fs.

Al corteo non sono ammessi simboli o bandiere di partito, ma soltanto bandiere tricolori. Per informazioni e adesioni al corteo www.10febbraio.it  Il 10 febbraio cade infatti in Italia la Giornata del Ricordo, in memoria delle vittime delle foibe e anche dei profughi giuliani.

Sulla manifestazione varesina è intervenuto oggi il consigliere comunale forzista Giacomo Cosentino: “leggendo sui giornali le dichiarazioni di esponenti dell’Anpi in merito al corteo del 10 febbraio, mi rendo conto che nel 2015 ci sono ancora persone che proprio non riescono ad accettare un pezzo importante della storia del nostro Paese, le Foibe. Provano furbescamente a togliere l’attenzione dal vero significato della manifestazione additando il corteo come strumento di propaganda mediatica, ma come funziona? Solo i cortei dell’Anpi meritano rispetto e gli altri sono solo propaganda?”

Continua Cosentino: “forse gli esponenti dell’Anpi, nascondendosi dietro la loro presunta superiorità morale ed intellettuale, vogliono togliere non solo la libertà di espressione a movimenti che non la pensano come loro ma addirittura, cosi facendo, vogliono negare parte della storia del nostro Paese, colpito dalla tragedia delle foibe in cui migliaia di persone venivano uccisi per mano dei comunisti guidati da Tito per il solo motivo di essere italiani. Visto che membri dell’Anpi girano nelle scuole, perché non raccontano agli studenti anche la tragedia delle foibe?”.

Avrò difficoltà a partecipare alle 19 al corteo perché lavoro a Milano – conclude Cosentino – ma proverò a fare il possibile, ovviamente parteciperò a titolo personale e lo faranno anche alcuni amici. Leggo che ci saranno solo tricolori e questo aspetto mi fa molto piacere dato che gli estremismi fini a sè stessi non fanno bene a nessuno.”

5 febbraio 2015
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6 commenti a “Varese, Corteo per vittime delle foibe. Il forzista Cosentino attacca Anpi

  1. Comitato 10 febbraio Varese il 5 febbraio 2015, ore 19:28

    Le informazioni si potranno avere all’indirizzo mail:

    comitato10febbraiovarese@yahoo.it

    Non a quello indicato.

  2. Rocco Cordì il 6 febbraio 2015, ore 10:54

    Cosentino continua a rivendicare la libertà di opinione dimenticandosi che può farlo solo perché allora hanno vinto i partigiani, così pure dimentica che le prime foibe furono opera dei fascisti contro gli insorti slavi. Comunque anche lo sdegno sulla tragedia delle foibe ad opera dei partigiani di Tito puzza di strumentalizzazione se non si riconosce che la responsabilità primarie delle vittime della seconda guerra mondiale ricade sul nazifascismo, cioè su chi quella guerra l’ha provocata!

  3. Sergio ghiringhelli il 6 febbraio 2015, ore 19:18

    Certo. Non vi sono dubbi sulla precisa responsabilità di chi ha provocato la seconda guerra mondiale. Come occorre condannare tutti gli atti di barbarie che l’ uomo ha compiuto, e tra queste oltre alle uccisioni dei partigiani, gli eccidi compiuti dai nazisti o le purghe di Stalin vi sono anche le Foibe. Di cui ricorre il 10 febbraio la memoria.
    Non riesco proprio a comprendere , come alcuni . Per pura ragione di parte, debbano considerare solo gli episodi che addebitano agli avversari.
    È’ pur vero che se oggi , abbiamo non solo il diritto di condannare e ricordare quanto l’essere umano può’ essere crudele e uccidere ( non per necessità ) ma in nome di un’ ideologia , lo dobbiamo a tutti coloro che per questa libertà si sono immolati e hanno combattuto.
    Partigiani , anti Nazisti come infoibati ed anti Comunisti.
    Superiamo dunque , le strette gabbie delle ideologie totalitarie di destra o di sinistra .
    E celebriamo sempre ed ovunque l’uomo libero , e coloro che sotto tutte le bandiere hanno contribuito alla nostra libertà. Certo, non è cosa facile per alcuni , ma è anche l’unico modo per rendere onore a coloro che per la nostra Democrazia sono morti.
    Solo così’ potremo essere veramente fieri del grande progresso che l’attuale civiltà ha compiuto.
    Sarebbe bello , una volta tanto , vedere la celebrazione non di una delle parti , ma di tutti davanti ad un cippo che ricordi tutti i combattenti e le vittime di ogni totalitarismo.
    Ma , forse è’ ancora troppo presto…….

  4. Rocco Cordì il 7 febbraio 2015, ore 19:56

    Mi fa piacere che Sergio Ghiringhelli non abbia dubbi sui veri responsabili della seconda guerra mondiale. Infatti io mi riferivo ai manipolatori della storia e a quelli che tentano di nascondere il loro vero volto dietro il tricolore. Aggiungo però che il rispetto umano che meritano i morti (tutti) non può mai portare a “parificare” vittime e carnefici. Le atrocità compiute durante la guerra sono tutte esecrabile, ma non si può confondere chi si batteva per la libertà con chi quella libertà aveva negato. Perciò non è vero che “tutte le bandiere hanno contribuito alla nostra libertà”, nè si può liquidare il novecento con la comoda tesi dei “totalitarismi”. Altrimenti sarebbe difficile spiegarsi i morti e perfino comprendere come mai la liberazione dal nazifascismo è stato in gran parte opera dei comunisti. Lo ricordo in particolare a quelli che, per ignoranza o malafede, straparlano di libertà di opinione dimenticandosi che la nostra Costituzione (in cui quella libertà è sancita) e stata conquistata dai partigiani e porta la firma di Umberto Terracini, un comunista! Per ritrovarci tutti, caro Ghiringhelli, bisogna ri/comninciare da qui!

  5. Sergio ghiringhelli il 8 febbraio 2015, ore 01:26

    Non ho mai detto , e neppure pensato che tutte le bandiere hanno contribuito alla nostra libertà’ . Ma , che tanti sotto bandiere diverse hanno combattuto per questa. E , ti assicuro che, tra le bandiere a cui alludevo non vi era quella nazista oppure quella dell’ex Unione Sovietica.
    Ma , quelle delle numerose formazioni partigiane che non erano comuniste o quella degli Stati Uniti , il cui contributo e valore, sono purtroppo spesso dimenticati.
    Pur riconoscendo l’ apporto che i partigiani comunisti e le truppe dell’Armata Rossa hanno dato alla vittoria sul nazismo.
    Purtroppo , dove l’ideologia che muoveva le formazioni comuniste , ha prevalso, si è’ sostituito un totalitarismo con eguale concezione dello stato.
    Ed a barbarie si è’ aggiunta altra barbarie. Vedi tutti i paesi dell’est.
    Ma , questo non lo dico io , ma la storia. Che ha definitivamente messo in soffitta questa ideologia.
    Quando , tutti riconosceranno , che tutte le dittature , e dunque anche quelle comuniste non sono molto differenti da quelle fasciste , si potrà’ davvero ri/cominciare..

  6. gimocchiverdi il 8 febbraio 2015, ore 16:39

    Chissa’ che ideologia e’ quella che governa in Cina, e che a permesso a questa nazione di diventare la prima nel mondo. La differenza la fanno gli uomini che stanno al timone di una nazione e che lavorano per il bessere collettivo.Sino al 1938 in Italia erano tutti fascisti, tranne i militanti comunisti che stavano in galera al confino o esuli in attesa della riscossa, con qualche socialista e qualche azionista Poi ci si domanda come mai si parla di formazioni partigiane rosse che furono preminenti nella lotta per la liberazione, perche’ i suoi comandanti e comissari politici furono pienamente addestrati nella guerra di spagna, volontari per difendere la liberta’, di chi venne eletto liberamente dal popolo a governare. La storia va letta nella sua interezza e non nei paragrafi che fan comodo

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