Lettere

Mattarella, Renzi cambia verso

mattarellapresidenteMatteo Renzi ha dato, con la riuscita elezione di Sergio Mattarella, scacco matto un po’ a tutti, dimostrando ancora una volta di essere il migliore  politico – tattico del momento. L’elezione del  12esimo Presidente, a larghissima maggioranza, chiude una stagione di fibrillazione, la brutta pagina della mancata elezione di Prodi, di due anni fa, riabilita il Parlamento, restituendo un primato alla politica. In tantissimi in Italia e all’estero parlano di una vittoria e di una scelta oculata ed attenta del Premier.

Ma è proprio  così? Non del  tutto; c’è da dire che Renzi, tra i candidati papabili : Amato e Prodi , ha scelto il male minore Mattarella. Ma Mattarella non è il Presidente  che lui desiderava ; avrebbe voluto un Del  Rio  o un Padoan : uomini a lui più devoti e non in grado di fargli ombra né in  Italia e tantomeno  all’estero, come sarebbe accaduto con Prodi e Amato. E perché allora ha scelto Mattarella? Per capire la mossa di Renzi, bisogna fare qualche passo in dietro. Con il patto del Nazareno Renzi ha tentato, nella realizzazione delle riforme e nell’approvazione della legge elettorale, di evitare di trattare con il suo partito e con i sindacati, scavalcando la minoranza interna del Pd, pensando di poterla sostituire con i parlamentari di Berlusconi.

Ma  questa scelta poco accorta ha creato non pochi problemi. L’ abolizione dell’art.18, lo ha portato a scontrarsi duramente con i  sindacati e la minoranza del partito. Vi sono stati   scioperi imponenti  in  tutto il  Paese per l’occupazione e in difesa dei diritti dei lavoratori. La politica degli  “annunci”, senza risultati concreti e lo  spostamento verso destra della  politica del governo, la scarsa partecipazione  alle elezioni regionali dell’Emilia rossa, i brogli alle primarie,  l’uscita di  Cofferati dal Pd, il calo nei sondaggi del Pd e quelli personali,  davano un’immagine del Partito democratico degradante. Se si aggiungono poi  la resistenza  interna ( questa volta seria della minoranza sulla legge elettorale al Senato, con il relativo soccorso di una parte di Forza Italia) l’indebolimento ulteriore di Berlusconi, da parte del  gruppo consistente di parlamentari vicini a Fitto, la vittoria di Tsipras in Grecia,   l’hanno convinto che la strada sino ad allora percorsa, tutta spostata verso il centro-destra, l’avrebbe portato a sbattere, se non avesse invertito la direzione di marcia.

Ed è quello che ha fatto Renzi con un rinsavimento e un realismo politici  che gli fanno onore. Ha scelto una “Risorsa della Repubblica”, non certo un giovane inesperto, abbandonando almeno in questa fase, la rottamazione selvaggia. Ha ricompattato il Pd,  facilitato  anche dall’immobilismo  e dall’irrilevanza del Movimento  Cinque Stelle, discutendo il nome da scegliere con Bersani. Il Presidente Mattarella non sarà molto  conosciuto all’estero, ma è  una personalità -  come dice Salvatore  Napoletano – “che  appartiene al­l’Italia perbene che è il migliore biglietto da visita internazionale per un Paese malato di corruzio­ne.”  E’ un sincero antifascista che come primo  atto solenne si è  recato in visita alle Fosse Ardeatine, ricordando  a tutti noi che «L’alleanza fra nazioni e popoli vinse il nazismo, la stessa  dell’Europa e del mondo batterà il terrorismo.” Mattarella non  sarà un uomo di Renzi, ma un vero Presidente  super partes  della Repubblica, come ha ricordato all’atto del suo discorso d’insediamento che si muoverà sulla scia dei due grandi Presidenti: Ciampi e Napolitano, come garante della Costituzione e di tutta la Nazione.

Quanto a Renzi mi auguro che non voglia stravincere, e che da questa vicenda ricavi la vera  ed unica grande  lezione:  uniti si vince per il bene di tutti gli italiani.

Romolo Vitelli

3 febbraio 2015
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