Varese

Varese, La Maraini all’Insubria: creatività delle donne, grande e dimenticata

Dacia Maraini parla all'IInsubria

Dacia Maraini parla all’IInsubria

Una stagione concertistica, quella organizzata dall’Università dell’Insubria, che oggi ha intrecciato a Varese un’esibizione musicale di alto profilo con un momento culturale di grande interesse. Aula Magna affollata, varesini che hanno continuato a raggiungere lo spazio di via Ravasi per tutto il concerto, una proposta che ha fatto capire che per la città questo ateneo è una presenza importante.

Protagonista del concerto dell’evento di questa sera, “Al Femminile”, è stato il Trio des Alpes, trio italo-svizzero formato da Mirjam Tschopp, violinista e violista, Claude Hauri, violoncellista, e dal pianista Corrado Greco, che è anche direttore artistico della stagione. Il trio ha proposto le melodie intense di due compositrici contemporanee: Amy Beach e Rebecca Clarke.

Ma al di là delle note, della bravura dei musicisti, è intervenuta alla serata la scrittrice Dacia Maraini, che è stata introdotta dall’ottimo professor Gian Marco Gaspari, docente di letteratura italiana all’Università dell’Insubria. Ricca la riflessione della scrittrice sulla creatività al femminile che attraversa letteratura, arte, musica. Un grande fiume che, spesso e volentieri, ha trovato ostacoli e censure.

“La memoria artistica e sociale cancella il femminile”. Lapidaria la partenza della Maraini, che interviene dopo che il trio ha eseguito un brano intenso e affascinante. Le parole della scrittrice sono semplici e pacate, ma conducono il folto pubblico nel mondo di una creatività che ha segnati profondamente i secoli che ci stanno alle spalle, fin dalla lontana cultura provenzale e dall’antica mistica femminile. Una presenza che subisce una forte impennata con gli inizi della modernità: “Con il 1500 assistiamo ad uno sviluppo potente – racconta la scrittrice -: la creatività femminile si esprime quando la libertà si rafforza e sviluppa”.

Poi la domanda interessante: “Ma cos’è la musica al femminile? Il femminile nell’arte? – si domanda la Maraini -. Quando la musica è bella, non ha una connotazione sessuale. E’ bella e basta”.

Tuttavia, la Maraini sottolinea con forza il destino difficile di chi, donna, si è dedicata alla  scrittura, alla musica, all’arte. La parola usata è forte, tremenda: “discriminazione”. “E’ il momento della memoria quello che condanna la creatività femminile, il momento della damnatio memoriae”. Gli scritti delle mistiche del 1200 sono decisivi per la lingua volgare. Eppure “non sono mai stati citati nelle storie della letteratura”. E dunque, “la creatività femminile riguarda tutti, è ricchezza. Essa va recuperata dopo che è stata cancellata, obliata, censurata. Oltre ai padri della letteratura e della musica, ricordiamoci: ci sono state anche madri”.

 

 

2 febbraio 2015
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