Lettere

Quale futuro per il minigolf a Varese?

minigolfCertamente, essendo pubblico l’interesse alla questione, interessa sapere se la Giunta comunale di Varese abbia assunto qualche decisione rispetto all’utilizzo della porzione bassa di Villa Mirabello e degli immobili utilizzati dal gestore del mini golf. Vorremmo anche sapere se il Comune di Varese abbia preso contatti con gli altri comuni provinciali che hanno piste per questa pratica anche sportiva e se il campo di Varese abbia avuto qualche riconoscimento nazionale o internazionale ovvero qualche certificazione.

In mancanza di un custode si sono verificati danneggiamenti al percorso? Esistono percorsi di mini golf nel vicino Cantone Ticino. Si potrebbero organizzare competizioni a Varese? Il campo di Varese potrebbe essere omologato?

Il Golf su Pista si sviluppò, a livello agonistico, abbastanza rapidamente nei paesi del centro nord Europa a partire dalla metà degli anni cinquanta, i costi erano ridotti, si giocava con la sola pallina da golf (Campionato Europeo del 1959). Poi, nel Campionato Europeo del 1961, si iscrisse una squadra italiana (c’era Miglietti e non c’era l’obbligo di tesseramento ad alcuna Federazione) che si presentò con due palline che non erano “da golf”, palline laccate che in seguito furono usate come esperimento da Willy Korn che costruì nel 1963 una macchina per laccare le palline ruvide arrivate dal Giappone. In seguito (1965) arrivarono le palline trattate con l’acetone e le “plastiche”. Con la fabbricazione delle palle morbide da parte di N. Wagner di Ingolstadt ci fu un notevole salto di qualità e di “rimbalzo”. Aumentò rapidamente la richiesta e l’offerta migliorò tutte le attrezzature sportive fornendo nuovi bastoni (putter in inglese e schläger in tedesco), le borse per le palline e le sempre più sofisticate palline che continuavano a diversificarsi in fatto di peso, durezza e rimbalzo, mettendo a disposizione dei giocatori più di 20.000 diversi esemplari che migliorarono progressivamente le prestazioni sul campo.

Intanto a livello federale erano state costituite 2 differenti federazioni internazionali: una per il minigolf e una per il miniaturgolf. Con l’unificazione delle due federazioni anche cobigolf, sterngolf e filzgolf entrarono tra le specialità della federazione europea internazionale I.B.G.V. (Internationale Bahnen Golf Verband):

Minigolf (specialità n. 1), conosciuto a livello federale come Sistema Bongni: 17 buche standard in cemento armato lunghe 12,00 m e larghe 1,25 m e piazzole del diametro di 2,00 m mentre una sola (la 7) è lunga 18,00 m avente piazzola della buca del diametro di 5,00 m; Miniaturgolf (specialità n. 2), sistema creato in Germania composto da 27 piste omologate della lunghezza di 6,25 m, larghe 0,90 m e piazzole del diametro di 1,40 m costituite da una impalcatura prefabbricata non calpestabile su cui sono montati gli ostacoli. I percorsi sono composti da 18 buche con la possibilità di scegliere l’ordine delle piste (cosa non possibile col sistema bongni) e scartare 9 piste delle 27 disponibili;

Cobigolf (specialità n. 3), 18 piste in cemento armato di dimensioni ridotte rispetto al “bongni” (l’80%) molto comuni in Germania;

Sterngolf (specialità n. 4), 18 piste in cemento armato di dimensioni ridotte rispetto al “bongni” (l’80%) il cui disegno richiama in alcuni casi quelle della specialità 1, con le debite varianti. Caratteristica peculiare, da cui deriva il nome della specialità è la diciottesima buca che ha la piazzuola di arrivo a forma di stella (“stern” in tedesco) e la buca, posta al centro alla sommità di un vulcano.

Filzgolf (specialità n. 5), comunemente conosciuto in Germania col nome Kleingolf (dal tedesco klein, piccolo), 18 piste con una base in cemento e impalcatura in legno massiccio coperto da in tipo di moquette molto rasa ma di notevole attrito, non calpestabile, sono molto comuni in Scandinavia.

Con l’ingresso nell’I.B.G.V. di Giappone, Stati Uniti e Australia la federazione da europea diventa mondiale: la W.M.F. La specialità che va per la maggiore in questi paesi viene inserita tra le specialità ammesse ai campionati internazionali:

Adventuregolf (specialità n. 6), percorso costituito da 18 piste in cemento con un tappeto verde calpestabile, specialità aggiunta solo negli ultimi 15 anni. In Italia il minigolf “bongni” inizia il 21 luglio 1967, data in cui fu fondato il Minigolf Club Bovisio di Bovisio Masciago che promosse la costituzione dell’A.I.S.M. (Associazione Italiana Sport Minigolf). Intanto ben 3 anni prima, nel 1964, delle piste di miniaturgolf arrivarono da Amburgo e furono realizzati gli impianti di Merano e Naturno seguiti dopo poco tempo da Siusi, tutti nell’Alto-Adige. I tre club andarono a costituire già prima della fine dell’anno la I.M.V. (Italienische Miniaturgolf Verband) o F.I.M. (Federazione Italiana Miniaturgolf) che aderì alla Federazione Internazionale Miniaturgolf già esistente e partecipò con i propri atleti ai campionati europei di specialità.

L’A.I.S.M. si era già trasformata in F.I.M.S. (Federazione Italiana Minigolf Sportivo) con presidente Mimmo Fumagalli quando nel 1978 la I.B.G.V. invitò all’unificazione tutte le nazioni che avevano internamente due federazioni distinte che non facevano attività comune perché operanti su impianti totalmente diversi. È per questo motivo che nel 1978 nasce la F.I.G.S.P. (Federazione Italiana Golf Su Pista) unificando F.I.M.S. e F.I.M./I.M.V. Alla presidenza della nuova federazione italiana veniva eletto il monzese Riccardo Corio, già presidente del M.C. Monza da lui fondato nel 1969. Il primo “Campionato Italiano di minigolf” è stato disputato ad Abano Terme nel 1968. La prima “Coppa Italia” è stata disputata a Gardone Val Trompia nel 1976. Il primo “Campionato Italiano Combinato” (minigolf-miniaturgolf) è stato disputato a Rapallo + Lagundo nel 1979, mentre a Monza nel 1981 fu disputato il primo campionato combinato su unico impianto.

La Federazione Italiana svolge la propria attività sportiva solo su campi omologati: 20 impianti di minigolf “bongni”; 14 “miniaturgolf”; 2 “filzgolf”

Di questi, ben 6 sono “combinati” ovvero sono stati realizzati unendo più specialità: Canegrate: 36 buche, combinato minigolf-miniaturgolf; Cusano Milanino: 36 buche, combinato minigolf-miniaturgolf; Lagundo-Algund: 36 buche, combinato miniaturgolf-filz golf; Paderno Dugnano: 54 buche, primo tri-combinato costruito in Italia, minigolf-miniaturgolf-filzgolf; Predazzo: 36 buche, combinato minigolf-miniaturgolf. Rapallo: 36 buche, combinato minigolf-miniaturgolf.

In Italia attualmente non è possibile censire tutti gli impianti non omologati e utilizzati per l’attività ricreativa di tipo “bongni”, “miniaturgolf”, “fantasia” (non realizzati con le misure standard dei sistemi omologati). Negli ultimi anni stanno prendendo piede gli “adventuregolf”, sul modello Americano. Questi impianti che richiedono superfici più ampie rispetto agli impianti standardizzati stanno riscuotendo un buon successo tra il pubblico mentre più tiepido è l’interesse tra gli agonisti contrariamente a quanto avviene appunto negli U.S.A. e in Gran Bretagna.

Con queste informazioni abbiamo cercato di poter trovare uno scopo nuovo ad una occupazione di un terreno comunale che potrebbe recare una ricchezza in più al corpo sociale varesino.

Arturo Bortoluzzi

Presidente Amici della Terra – Varese

 

31 gennaio 2015
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