Politica

Mattarella è il 12° Presidente della Repubblica. Per lui 665 voti

Il neo-presidente Sergio Mattarella

Il neo-presidente Sergio Mattarella

Sergio Mattarella ce l’ha fatta con 665 voti, mentre la soglia era 505. Altri nomi sono stati Imposimato (127), candidato da M5S, Feltri (46), Rodotà (17), Bonino (2). 105 le schede bianche. Il nome di Mattarella è uscito direttamente dal premier, che sull’uomo politico nato a Palermo il 23 luglio 1941 è riuscito a ricompattare il Pd e fare convergere gran parte del centro, oltre che Sel. Mattarella è il 12° Capo dello Stato italiano.

Figlio di Bernardo, politico democristiano più volte ministro tra gli anni cinquanta e sessanta, e fratello minore di Piersanti, che nel 1980 fu assassinato da Cosa Nostra mentre era presidente della Regione Siciliana. In gioventù ha militato tra le file della Gioventù Studentesca di Azione Cattolica e della Fuci.

Vicino per tradizione familiare alla corrente morotea della Democrazia Cristiana, dopo la morte del padre nel 1968 e l’assassinio del fratello, alle elezioni politiche del 1983 fu eletto alla Camera dei Deputati nella circoscrizione della Sicilia occidentale, candidato in quota Zaccagnini. L’anno dopo fu incaricato dal segretario politico Ciriaco De Mita di bonificare la DC siciliana nella quale avevano allora un ruolo di primo piano Vito Ciancimino e Salvo Lima.

Nel 1989, con la formazione del governo Andreotti VI fu nominato ministro della Pubblica Istruzione. Si dimise dall’incarico il 27 luglio 1990, insieme ad altri ministri della corrente di sinistra della DC, per protestare contro la fiducia posta dal governo sul disegno di legge Mammì di riassetto del sistema radiotelevisivo, che di fatto favoriva Berlusconi e il suo gruppo.

Da non dimenticare la riforma del sistema elettorale della Camera e del Senato che introducevano una preponderante componente maggioritaria. Dal suo impegno la legge prese il nome di Mattarellum.

Finita la Dc, Mattarella contribuì nel gennaio 1994 alla fondazione del Partito Popolare Italiano, nelle cui liste sarebbe stato eletto alla Camera nel 1994 e nel 1996.

Al congresso di luglio 1994, insieme alla componente più di sinistra dei popolari, si oppose alla candidatura di Rocco Buttiglione alla segreteria del partito, in sostituzione del segretario dimissionario Martinazzoli. Con l’affermazione congressuale di Buttiglione, di cui non condivideva la linea

Sostenitore, sin dal 1995, della candidatura di Romano Prodi alla guida di una coalizione di centrosinistra (L’Ulivo) comprendente tra gli altri il PPI e il PDS, fu confermato alla Camera alle elezioni del 1996 e venne eletto capogruppo dei deputati popolari. Caduto il primo governo Prodi, assunse la carica di vicepresidente del Consiglio durante il governo D’Alema I. Tenne invece il ministero della Difesa nei successivi Governo D’Alema II e Governo Amato II, sino al 2001.

Nel 2001 Mattarella fu rieletto alla Camera dei deputati nelle liste de La Margherita, che comprendeva l’intera componente dei popolari e nella quale pochi mesi dopo il PPI si sarebbe fuso.

Alle elezioni politiche del 2006 fu candidato nella lista dell’Ulivo e venne eletto deputato per la settima volta. Nel 2007 fu tra gli estensori del manifesto fondativo dei valori del Partito Democratico.  Il 5 ottobre 2011 il Parlamento in seduta comune lo ha eletto giudice della Corte costituzionale alla quarta votazione con 572 voti, uno più del quorum richiesto.

 

31 gennaio 2015
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Rispondi

 
 
kaiser jobs