Mozzate

Mozzate, Pedemontana, ancora un taglio del nastro. Maroni: completa nel 2020

Taglio del nastro con Maroni, il presidente Cattaneo e il presidente Gunnar Vincenzi

Taglio del nastro con Maroni, il presidente Cattaneo e il presidente Gunnar Vincenzi

“La Pedemontana è una infrastruttura strategica, il nostro obiettivo è quello di completarla. L’impegno e la determinazione ci sono, arriveremo fino in fondo”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, al suo arrivo all’inaugurazione della prima tratta dell’autostrada Pedemontana, che, da oggi, collega Cassano Magnago (Varese) a Lomazzo (Como). Al contrario di quanto annunciato era assente il ministro Lupi, rientrato nella capitale in vista dell’elezione del Capo dello Stato. Presenti invece il presidente del Consiglio regionale Raffaele Cattaneo e il presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi.

Maroni ha ricordato anche che “come Regione Lombardia, abbiamo preso l’impegno che almeno per tutta la durata di Expo, su questa strada non sia previsto il pagamento del pedaggio. Ci sono ancora delle discussioni in corso, perché sono coinvolti anche dei soggetti privati, ma sono ottimista sul risultato”.

“Garantisco agli amministratori locali il nostro massimo impegno per quanto riguarda le opere di mitigazione ambientale, che sono importanti tanto quanto il nastro di asfalto”. “Bisogna tenere conto – ha sottolineato – anche della qualità dell’intervento e fare in modo che sia un’opera accettata dal territorio”.  “Avendo incontrato ed essendomi confrontato con molti sindaci – ha proseguito il presidente lombardo – mi sono accorto di come non ci sia un ‘no’ pregiudiziale da parte loro, ma la preoccupazione di governare il loro territorio senza sentirsi esclusi dalla trattativa e dal negoziato. Non vogliamo escludere nessuno, nemmeno il sindaco del più piccolo Comune coinvolto. Tutti hanno diritto di essere ascoltati e ‘compensati’, se la loro richiesta è ragionevole”.

Il completamento di tutta la Pedemontana, è atteso per il 2018/2020. “La fine dei lavori – ha ricordato Maroni – era stata prevista per il 2017, ma ci sono stati dei ritardi e si andrà un po’ oltre il 2018″. “Il che mi obbligherà – ha concluso con una battuta – a ricandidarmi per un secondo mandato alla Presidenza della Regione Lombardia”.

 

 

26 gennaio 2015
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