Varese

Varese, “Siamo in guerra”. E il convegno della Lega Nord fa sold out

L'intervento di Pinti

L’intervento di Pinti

Affollato convegno, ieri sera, presso la Sala Montanari, organizzato dalla Lega Nord cittadina e provinciale, dal titolo più che esplicito: “Siamo in guerra”. Un appuntamento che ha visti riempirsi la sala, come del resto si poteva prevedere dopo i fatti di Parigi e la dura polemica del Carroccio contro la comunità islamica varesina. Presenti in sala tre assessori leghisti della giunta Fontana, oltre all’assessore Santinon e al consigliere forzista Cosentino. Presente in sala anche il Sel Claudio Mezzanzanica.

“Non abbiamo verità assolute come chi ha sfilato oggi nelle vie di Varese. Forse una guerra è in atto – ha esordito Marco Pinti, segretario del Carroccio cittadino -, e certamente siamo in guerra almeno con chi usa certi toni”. “Dobbiamo combattere la guerra in atto – ha fatto eco Matteo Bianchi, segretario provinciale del Carroccio – con la politica e la cultura”.

E’ così partito il dibattito con tre giornalisti moderati da Marco Tavazzi. Ampio e articolato l’intervento di Gian Micalessin, inviato di guerra de Il Giornale. Per l’inviato del quotidiano berlusconiano tutto è iniziato parecchi anni fa, nella primavera del 2004, quando il mondo assistette quasi indifferente alla decapitazione di un giovane americano da quella che era la progenitrice dell’attuale Isis, Al-Qaida in Irak. “Siamo di fronte ad un nemico – ha detto Micalessin – che attacca l’Occidente e vuole creare un ordine diverso”. Una lunga sequela di atti di terrore e violenza di cui è stata fatta una narrazione lontana dalla realtà a uso e consumo dell’opinione pubblica mondiale. “Le Primavere arabe – ha continuato il giornalista – ci sono state raccontate come la nascita di un Islam democratico, una versione dei fatti elaborata dal think tank Usa, dalle cancellerie europee, dalla stampa”.

Ma Micalessin ha sostenuto che l’Europa ha fatto grandi errori: “e adesso abbiamo portato in casa chi dovevamo combattere fuori dai confini”. Una tirata d’orecchi anche alla Lega Nord: “Ha sbagliato quando ha voluto chiudere gli occhi di fronte alle missioni italiane in Afghanistan e Irak”. Micalessin ha poi ricordato le persecuzioni islamiche dei cristiani di Siria, ricordando padre Dall’Oglio (“che sarà stato ucciso”).

Per Paolo Sensini, analista internazionale, autore dell’interessante “Divide et impera. Strategie del caos per il XXI secolo nel Vicino e Medio Oriente”, nessun ritardo, nessuna svista, nessuna sottovalutazione del fenomeno del radicalismo islamico. “Si è verificato un ragionamento ben meditato su quello che doveva diventare il Medio Oriente”. “La componente neo-con americana su questo ha lavorato pesantemente per anni”. Parola infine a Max Ferrari, che è stato tranciante: “Sì siamo in guerra, nel senso che ce la stanno facendo e noi la subiamo”.

 

25 gennaio 2015
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Un commento a “Varese, “Siamo in guerra”. E il convegno della Lega Nord fa sold out

  1. Miki il 26 gennaio 2015, ore 11:44

    Tipo Crozza/Beppe Grillo? “E’ una guerrrrrraaaaaaaaaaaaaaaaaaa!”

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