Varese

Varese, Premio Morselli, Giordano Bruno Guerri: gemelliamo Vittoriale e Casina Rosa

La relazione di Giordano Bruno Guerri

La relazione di Giordano Bruno Guerri

Prima puntata della settima edizione del Premio Morselli. Un convegno che ha sostituito la serie di incontri che negli anni passati accompagnavano il premio vero e proprio, due-tre appuntamenti con relatori prestigiosi, spesso in location fuori dal territorio provinciale. Effetti della spending review e della legge Delrio, che hanno ridotto le dimensioni della manifestazione dedicata allo scrittore morto suicida a Varese prima di vedere pubblicate le sue opere. I prossimi incontri si limitano infatti a visite guidate alla Casina Rosa e alla premiazione finale.

Il convegno di oggi pomeriggio si è svolto a Villa Recalcati con il titolo “Guido Morselli e l’Europa tra contro-storia e letteratura“, e purtroppo ha registrato l’assenza della relatrice di punta della giornata, annunciata nell’invito: Valentina Fortichiari, la massima studiosa di Morselli, oltre che curatrice dell’opera per l’editore Adelphi. Secondo il programma la Fortichiari doveva intervenire sul tema “Morselli scrittore di lettere”.

Fortunatamente l’altra special guest della giornata era presente, giunta con un volo da Roma: parliamo dello storico e presidente della Fondazione Vittoriale degli Italiani, Giordano Bruno Guerri, opinionista de “Il Giornale”. Ha esordito nella sua brillante elazione, che ha presentato ampi passaggi autobiografici, confessando di trovarsi al convegno “come un cane in chiesa, essendo presenti numerosi morsellisti e morselliani”. Ha poi ricordato di avere letto i volumi appena pubblicati, colpito dalla notizia del suicidio dello scrittore. Di Morselli Guerri ha evocato alcuni splendidi aforismi, alcuni dei quali Guerri ha sottoposto alla prova del gradimento di Twitter.

La tesi dello storico è che, per quanto riguarda un aforisma, Morselli abbia smentito se stesso, quando affermò “Tutto è inutile, ho lavorato senza mai un risultato”. “Non è vero, dato che dopo 40 anni siamo qui a parlare di lui, è un autore di culto, amato”, ha detto Guerri. “Credo che sia morto con la certezza che ce l’avrebbe fatta, sapendo che il suo suicidio avrebbe agevolato la pubblicazione delle sue opere”.

Guerri ha espresso grande favore nei confronti dell’utilizzo della Casina Rosa a Gavirate per tenere viva la memoria di Morselli. “La casa di uno scrittore è un luogo di culto, è un luogo in cui si può rendere omaggio ad un autore”. Guerri ha concluso il suo intervento proponendo  ufficialmente un gemellaggio tra il Vittoriale, ultima dimora del Vate. e la Casina Rosa di Morselli.

Bella la relazione di Alyssa Cadario, giovane studiosa che ha dedicato la sua tesi alle case di Morselli, quella di via Limido a Varese e la Casina Rosa: davvero interessanti le immagini mostrate dalla relatrice, spesso confrontando, grazie ad alcuni “scatti”, le condizioni dei luoghi all’epoca di Morselli ed oggi.

Al convegno sono intervenuti anche Alberto Tognola, referente per la Cultura della Provincia di Varese, Silvio Raffo, che presiede il comitato che organizza il Premio, il giornalista Antonio Armano. Presente in sala anche Dino Azzalin, che con la sua Nuova Editrice Magenta pubblica il romanzo inedito che vince il concorso. Ha preso infine la parola Guglielmo Piatti del Fai di Varese che ha sottolineato il significato della collaborazione tra il Fai e il Premio Morselli.

25 gennaio 2015
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