Varese

Varese, Marcia della pace dei musulmani, un corteo per dire no alla violenza

La marcia della pace

La marcia della pace

Una marcia della pace multicolore e ricca di messaggi positivi, la manifestazione organizzata dalla Comunità islamica di Varese, che ha sfilato per le strade del capoluogo al grido di “sì alla pace” e “no alla violenza”. Circa duecento i partecipanti ad un corteo pacifico che dalla stazione dello Stato si è diretto fino a piazza Monte Grappa e poi è tornato al punto di partenza. E così sono state due le iniziative per la pace delle comunità musulmane nella nostra provincia: prima a Gallarate la marcia interreligiosa e poi, ieri pomeriggio, a Varese la marcia per la pace.

E’ Samir Baroudi, uno dei capi della comunità islamica di Varese, a riassumere prima della partenza le parole chiave della marcia della pace. “Dopo i fatti di Parigi abbiamo manifestato la nostra condanna per ciò che è accaduto – dice Baroudi -. Condanniamo ogni forma di terrore, ogni atto che provochi disordine e violenza. Vogliamo soltanto un posto dove poter pregare alla luce del sole: nelle moschee si costruiscono uomini di pace e di amore”. Continua il capo della comunità islamica varesina: “Ci sembra che si voglia solo gettare fango sull’Islam e i musulmani. Ma noi perdoniamo tutti, e siamo consapevoli di vivere in un paese libero e una società secolare di cui rispettiamo le leggi”. Infine un messaggio alla Lega Nord: “Voglio dire ai fratelli della Lega di piantarla: nell’Islam non c’è spazio per la violenza e per noi la vita è sacra”.

Alla marcia è stata letta anche una lettera del vicario episcopale monsignor Franco Agnesi: con chi ha organizzato la marcia, scrive il vescovo, “condividiamo la ricerca della pace, del dialogo, del rispetto”. Tanti gli episodi di violenza nel mondo: “Tutto ciò non può essere affrontato solo con emozioni, fiumi di parole, confusione di proclami. C’è un intenso bisogno di preghiera”. Forte la sottolineatura che “la religione e Dio non possono essere utilizzati per scatenare guerre e uccidere”.

Presenti al corteo due consiglieri comunali: il Sel Rocco Cordì e l’Ncd Stefano Crespi. “Partecipo – ha precisato Crespi – perchè condivisibile il comunicato con cui hanno indetto il corteo. Penso sia giusto sostenere la parte di comunità islamica che prende le distanze da un altro Islam. Occore essere certo intransigenti sul fronte del rispetto delle leggi, ma nello stesso tempo anche dialoganti”.

 

 

 

25 gennaio 2015
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