Varese

Varese, Baj esplode allo Spazio Lavit dopo un anniversario dimenticato

L'apertura della mostra allo Spazio Lavit

L’apertura della mostra allo Spazio Lavit

Aperta ieri pomeriggio, allo Spazio Lavit di Varese, la mostra “Enrico Baj, il mondo delle idee”, una piccola sfida lanciata dalle curatrici della mostra, Roberta Cerini Baj e Laura Orlandi, nel presentare, presso questo spazio privato che continua a proporre iniziative di qualità, il ventaglio espressivo di cui si è servito l’inesauribile e provocatorio artista: grafiche, tele, sculture. Una piccola mostra che, però, ci illustra le tante corde dell’artista che fu anche – dimenticato – assessore alla Cultura al Comune di Varese.

Un risarcimento, forse, sta alla base di questa iniziativa. Ieri, al momento del vernissage, la Orlandi ha rimarcato la mancata celebrazione a Varese del decennale della morte di Baj che ricorreva nel 2013. Nessuna iniziativa degna di questo nome, deserto. Forse perchè troppo incatalogabile e libero, forse per qualche diffidenza politica. Tant’è. Ma lo Spazio Lavit e l’associazione Parentesi non si sono lasciati sfuggire l’occasione di esporre opere fino al 7 marzo (alcune delle opere esposte, davvero eccezionali) di proprietà della vedova dell’artista. E così è uscita una mostra gradevole e originale, certamente una delle manifestazioni culturali più ambiziose e interessanti organizzate dall’instancabile Alberto Lavit.

Tante le personalità presenti al taglio del nastro: dal sindaco di Varese Attilio Fontana, a Carlo Massironi, presidente della Fondazione Comunitaria del Varesotto, fino ad Alberto Tognola, delegato alla Cultura in Provincia di Varese. Poi artisti, giornalisti, curiosi. L’attenzione catalizzata dalla tela di 20 metri che dà il titolo alla mostra, vero Baedeker dell’immaginazione di Baj, che dentro quella tela ha messo Ubu, teschi, frecce, i generali e tutto il complesso bestiario del pittore scomparso a Vergiate. Una tela suggestiva, che accoglie il visitatore facendolo precipitare in un mondo fantastico di cui avvertiamo sempre il fascino. Per fortuna Lavit ce lo ha regalato nel suo bello spazio culturale che si sta imponendo per originalità e intelligenza.

25 gennaio 2015
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