Varese

Varese, Passa la mozione anti-burqa, con il Pd che si astiene

Il minuto di silenzio del Consiglio per le vittime del terrorismo in Francia

Il minuto di silenzio del Consiglio per le vittime del terrorismo in Francia

E’ arrivata ieri sera in Consiglio comunale a Varese la mozione presentata dai forzisti Piero Galparoli e Ciro Grassia che punta a vietare la copertura del viso nei luoghi pubblici. Un provvedimento di cui si è parlato anche in Aula come di “mozione anti-burqa”.

A presentare la mozione lo stesso Galparoli che dichiara che “la norma nazionale non è completa”, un riferimento che va alla Legge Reale-Mancino, varata in pieno terrorismo brigatista, che già prevede una proibizione analoga. Galparoli cita una serie di casi in cui un provvedimento simile è stato discusso, in particolare il consigliere berlusconiano parla di una mozione passata nella rossa Sesto San Giovanni con consenso bipartisan. Galparoli punta, come sottolinea al termine del suo intervento, di una integrazione esplicita del Regolamento della Polizia locale, più che ad una ordinanza sindacale che la Cassazione ha reso impossibile. Tra le ragioni della mozione, conclude Galparoli, il “rispetto della donna”, il “rispetto delle nostre tradizioni” e “motivi di sicurezza”.

A questo punto si apre un lungo e variegato dibattito in Aula, con Alessio Nicoletti (Movimento Libero) che sottolinea come “la mozione riguardi anche chi porta un casco integrale o una maschera di Carnevale”. Per Rocco Cordì (Sel) “una mozione che vuole creare allarmismo, un atto di pura propaganda”. “Confusa” la definisce il grillino Francesco Cammarata.

Il capogruppo Pd, Fabrizio Mirabelli, entra nel merito e ricorda che “la materia è relativa al Parlamento e non certo agli enti locali”. Poi il capogruppo alza il tiro: “Un falso problema. Non si vedono burqa nelle nostre vie, e poi si tratta di uno stratagemma per spostare l’attenzione dai tanti problemi che questa giunta non è riuscita a risolvere”, Una posizione interessante, pragmatica e non ideologica: in altre parole, un modo per accettare la sfida della destra su un tema fondamentale come la sicurezza e l’immigrazione. Guarda al governo, il Pd, che infatti annuncia la sua volontà di astenersi. Per Matteo Giampaolo (Ncd) una mozione “condivisibile”.

E così si chiude con la votazione: la mozione passa con 20 voti favorevoli, quelli di Lega e Forza Italia, Udc e Ncd, 7 astenuti e un voto contrario, quello di Sel. Tra gli astenuti anche quello di un consigliere leghista doc come Emanuele Monti. Perchè? “In una situazione di conflitto come quella di oggi, mi sembrava giusto non gettare benzina sul fuoco”.

 

23 gennaio 2015
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