Varese

Varese, Il Pd Mirabelli sul “Ponte del Sorriso”: a che punto siamo?

Il nuovo ospedale

Il nuovo ospedale

Nei giorni scorsi, la stampa ha dato spazio al nonno di una bambina di un anno e mezzo visitata, curata, dimessa dall’Ospedale del Ponte, il quale ha dichiarato che, mentre l’assistenza ricevuta è stata “perfetta”, tante sono “le carenze”, relative soprattutto all’accoglienza, che ha potuto riscontrare.

Il capogruppo del PD Fabrizio Mirabelli prende spunto da questo episodio per ricordare che, nel marzo 2013, fu approvato, in maniera trasversale, anche con i voti del centrodestra, un ordine del giorno del PD che impegnava il Sindaco Fontana e la Giunta a riferire al Consiglio comunale, dopo il 31 dicembre 2014, proprio in merito allo stato di avanzamento dei lavori di ampliamento e rinnovamento per la realizzazione del nuovo ospedale della mamma e del bambino.

“E’ giunto il momento – dichiara – che Sindaco e Giunta mantengano fede a quell’impegno. E’ una questione di trasparenza nei confronti dei varesini che hanno diritto di sapere perché, ancora oggi, siano costretti a convivere con disagi come quelli lamentati nei giorni scorsi. Le istituzioni locali si sono adoperate affinché la Giunta regionale completasse il polo materno-infantile di eccellenza che aveva promesso? A che punto siamo? E’ stata mantenuta, in particolare, la promessa di fare investimenti adeguati a rendere il “Ponte del sorriso” una struttura autonoma rispetto all’Ospedale di Circolo sia per quanto riguarda le specialità che per la quantità e la qualità delle attrezzature e delle risorse umane e professionali necessarie?”

“Tempo fa, – sottolinea Mirabelli – al Del Ponte lavoravano 77 medici, 177 infermieri e 94 persone tra operatori sociosanitari, ausiliari e amministrativi. Questi numeri sono ancora gli stessi o sono cresciuti? Quanti operano nella pediatria e quanti nella ginecologia?”

“Per quanto ci riguarda – conclude il capogruppo del PD –  desideriamo avere rassicurazioni sul fatto che non ci sia alcun snaturamento o ridimensionamento del progetto originario e della qualità del servizio offerto e prospettato, che, per noi, lo diciamo chiaramente, sarebbero inaccettabili, nonché sui tempi in cui si prevede che avrà fine questa difficile e infinita fase di transizione”.

 

21 gennaio 2015
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