Varese

Varese, Con “Fenomenitalia” Aime punta a diffondere l’eccellenza

Da sinistra Chinaglia e Lucchina

Da sinistra Chinaglia e Lucchina

Aime (Associazione Imprenditori Europei) ha lanciato a Varese il progetto Fenomenitalia. Come lo definisce Gianni Lucchina, che dell’associazione è segretario generale, rappresenta un “think tank”, un laboratorio di analisi e di esperienze, un vivaio in cui attività imprenditoriali sorgono, si consolidano, si sviluppano. Un universo a cui si rivolge lo sguardo del convegno “Sviluppo economico, innovazione e rappresentanza”, che si svolgerà il 23 gennaio, a Villa Recalcati, a partire dalle ore 17.30. Tra i tanti relatori anche il Sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba, e Roberto Mania, editorialista del quotidiano La Repubblica.

Nel merito del progetto Fenomenitalia entra il responsabile del progetto, Bruno Chinaglia: “Ci mettiamo a disposizione delle imprese – dice Chinaglia -, offrendo loro alcune competenze utili alla loro attività: legali, finanziarie, tecniche. Non solo: offriamo loro anche la capacità di reperire risorse economiche per start up o per rilanciare un’attività. Tutto questo viene messo a disposizione gratuitamente”. All’Aime questo rappresenta un momento preliminare, un modo per entrare in contatto con il mondo delle imprese, per “fidalizzarle”. Una volta che si passa da questa fase ad una successiva fase realizzativa, operativa, Aime può diventare punto di riferimento, realtà a cui associarsi.

C’è però un dettaglio fondamentare da sottolineare: “Fenomenitalia è un gruppo ad invito – continua Chinaglia – nel senso che siamo noi a contattare quelle realtà che, sia pure portando avanti attività imprenditoriali anche tradizionali, radicate sul territorio, lo fanno in chiave innovativa”. Finora sono state una decina le imprese interpellate, sparse su tutto il territorio provinciale.

Il progetto è uno dei tanti lanciati da Aime. “Il nostro è uno sguardo a 36o gradi – rimarca Gianni Lucchina -. Guardiamo all’eccellenza, alle imprese che guardano lontano, alle attività che già esistono. Ma anche ai più giovani, alle start up, alla progettualità. Un interesse che si riflette sui dati del nostro Confidi: su 100 mila euro erogati, 20 mila sono stati indirizzati verso le start up”.

21 gennaio 2015
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