Lettere

Può cambiare la politica?

parlamentPrendo spunto dall’articolo pubblicato oggi da Varesereport, “Chiuso centro Somsart a Comerio. Si mobilitano le famiglie dei pazienti” e dal commento della gentile lettrice Jane Bowie, per una riflessione sulle cause all’origine di questi deplorevoli “incidenti” sociali che lasciano numerose famiglie in profonda angoscia e sperse nel “mare magnum” della pachidermica e mummificata burocrazia italiana.

Purtroppo, la politica odierna se ne frega altamente di tutte le “disabilità”, quasi come fossero un semplice peso sociale che sarebbe anche “liquidato” volentieri (altro che i “Diritti dell’uomo” siglati a Parigi dall’Unesco, quotidianamente calpestati anche nella “civilissima” Europa!).

Invece, il “peso sociale”, a mio modestissimo parere, è rappresentato da questa stessa attuale politica (non solo italiana, per altro) che, da una parte, impone il rigore ai soli cittadini per giacere in un’Europa guidata dalle scelte dell’“economia internazionale” d’interesse di poche “famiglie” (banche ed affini; senza dimenticare il “famigerato” “Gruppo Bildeberg”) dall’altro, invece, nulla sa fare (o vuole fare) sulle reali riduzioni dei costi della stessa.

Eppure, ci sarebbero i fondi da indirizzare al Sociale, alla Cultura ed al lavoro, se solo si considerassero realmente i presupposti per giungere all’effettiva riduzione di spese statali dissennate, come, a titolo d’esempio, i compensi esorbitanti, in campo sanitario, ai soliti “manager” (perché circa 40.000 euro mensili ad un direttore generale di un Ospedale di “media portata”?), in campo politico ad un parlamento pachidermico (che ci stanno facendo tutti questi parlamentari quanto ne sarebbe sufficiente 1/3?), e nella stessa Europa dove, oltre al costoso parlamento, ora si sono inventati i “parlamentini” che non saranno di certo a “compenso zero”!

E perché, mi chiedo, sempre a titolo d’esempio, al Presidente della Repubblica ora in pensione, (da molti osannato come colui che ha salvaguardato i principi della Costituzione, quando, invero, ha permesso certi “valzer” che farebbero rabbrividire Talleyrand!), lautamente corrisposto con il vitalizio, si debbano mantenere un autista personale (esteso ai familiari stretti) e persino un uomo “atto alle mansioni di servizio” (un maggiordomo, per dirla in breve), una volta che non rivesta più una carica istituzionale? (Non mi si venga a parlare del fatto che Napolitano sia divenuto uno dei “Senatori a vita”, carica obsoleta, costosa, inutile e, in realtà, più condizionabile da un Presidente della repubblica qualunque che il semplice Senatore del Partito X o Y!!!).

Gli Italiani dovrebbero capire che la svolta può essere compiuta seriamente in soli 2 modi:

1) Cercare politici realmente interessati a perdere qualche loro privilegio, ed a toglierne altrettanti ai determinati ruoli satellitari ministeriali (… ed Inps, Rai, Ospedali, Ordini, ecc.ecc….), modificando anche quegli aspetti dell’attuale Costituzione secondo i quali (la riduzione di una pensione di 90.000 euro mensili !!!) sarebbe toccare uno “status quo” raggiunto e quindi da garantirsi, ma non si garantisce altrettanto quel “lavoro” richiamato dall’art.1 dei “Principi fondamentali”.

2) Oppure, come la Storia insegna, per riscrivere la stessa costituzione e “rifondare” l’Italia, attuare una rivoluzione.

Altrimenti, seguiteremo a rendere omaggio al detto – sublimato da Tomasi di Lampedusa – secondo il quale in Italia “se vogliamo che tutto rimanga come è, è necessario che tutto cambi.

Bruno Belli

21 gennaio 2015
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