Varese

Varese, L’Asilo Mariuccia premia Francesca Bianchi: “voglio fare la giornalista”

La vincitrice Francesca Bianchi insieme a Franz Foti

La vincitrice Francesca Bianchi insieme a Franz Foti

È Francesca Bianchi, studentessa iscritta al corso di Comunicazione Pubblica e istituzionale del corso di Laurea in Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria, ad aggiudicarsi il Premio “Ersilia Bronzini Majno” – prima edizione – voluto dalla Fondazione Asilo Mariuccia ONLUS allo scopo di riconoscere e stimolare giovani comunicatori impegnati nella divulgazione delle attività di Fondazioni/Associazioni operanti nel sociale in Italia su tematiche relative alla comunicazione, visibilità dell’Ente, alla ricerca del Fund Raising, ricerche.

La cerimonia di assegnazione si è svolta nella mattinata del 20 gennaio nel Padiglione Morselli dell’Università dell’Insubria di Varese, alla presenza del Presidente della Fondazione Asilo Mariuccia Onlus, Generale Camillo de Milato, il professor Fabio Minazzi, Presidente del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione e del professor Franz Foti docente del corso di Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

La vincitrice del concorso, Francesca Bianchi, ha vent’anni ed è di Vedano Olona. “Ho idea di dedicarmi alla comunicazione, al giornalismo. Avevo fatto studi di grafica pubblicitaria e l’iscrizione a questa facoltà per allargare la mia visuale sul mondo della comunicazione”. La Bianchi ha vinto il concorso perchè, come spiega lei, “ho ridisegnato il logo dell’Asilo Mariuccia che viene utilizzato nella corrispondenza, nelle brochure, sul blog“.

Il valore del Premio, che prende il nome dalla fondatrice dell’Asilo Mariuccia – oggi luogo di accoglienza, assistenza e formazione in comunità per bimbi e minorenni con problemi di disadattamento o maltrattamento – in questa prima edizione è stato stabilito in mille euro da destinarsi all’autore del miglior elaborato (formato testo, audio o video) in grado di affrontare tematiche relative alla bontà delle attività sociali svolte da parte della Fondazione, sulle capacità dei propri Operatori, sulla visibilità positiva esterna, nonché sulle prospettive di Fund-Raising.

Quest’anno, la partecipazione al Premio è stata riservata agli studenti iscritti al corso di Comunicazione pubblica e istituzionale condotto dal docente professor Franz Foti, come omaggio al talento di giovani comunicatori e per stimolarli a svolgere questa professione con competenza, rigore, sintesi, completezza di contenuti, chiarezza di linguaggio e capacità di divulgazione delle notizie. Ma il valore della manifestazione risiede soprattutto nella capacità con cui l’Università, anche in questa occasione, ha scelto di aprirsi al contesto sociale in cui opera per garantire una comunicazione efficace e il trasferimento del bagaglio di innovazione e di competenze dall’università al territorio.

Il miglior elaborato è stato selezionato da un’apposita Giuria composta dal direttore Generale dell’Asilo Mariuccia ONLUS dottor Maurizio Faini, dal presidente del Corso di Laurea in Scienze della Comunicazione professor Fabio Minazzi, dal responsabile della Comunicazione del Centro della Fondazione Asilo Mariuccia di Porto Valtravaglia dottor Emidio Musacchio, dall’esperto di Comunicazione e Marketing, dottor Mauro Carabelli.

La Giuria, dopo la valutazione degli elaborati di Giulia Avoltini, Francesca Bianchi, Jessica Carù, Danila Gallo Stampino, Alessio Lanza, Federico Moretti e Elena Vedani, ha optato per quello di Francesca Bianchi motivando così la decisione: “L’elaborato, articolato in restyling del logo, brochure, volantino, immagine coordinata, blog risulta essere completo, di buona fattura e di interessante e coerente impatto creativo che trova riscontro progettuale in una acuta relazione descrittiva per il rilancio globale dell’immagine e della visibilità dell’Asilo Mariuccia”, ma ha anche voluto segnalare quello di Giulia Avoltini con questa motivazione: “L’elaborato, rappresentato da un manifesto con head line di significativa presa, si esprime contemporaneamente con un’immagine di forte impatto sociale in quanto aderente alle molteplici e reali evoluzioni della dimensione umana, familiare e comunitaria in cui possono esprimersi l’accoglienza e ogni progetto di crescita educativa”.

20 gennaio 2015
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