Varese

Varese, Dura polemica Pd su Aspem Reti: con l’Ato sarà liquidata

In primo piano il consigliere comunale e vicecapogruppo Pd Luca Conte

In primo piano il consigliere comunale e vicecapogruppo Pd Luca Conte

Dura replica del Pd alle considerazioni su Aspem Reti pronunciate da Ciro Calemme, amministratore unico della società partecipata del Comune di Varese. E’ Luca Conte, vicecapogruppo del Pd a Palazzo Estense, a prendere la parola. Abbiamo letto con attenzione la lezione che il Presidente di Aspem reti Ciro Calemme ha inteso impartire al Pd cittadino, alle altre partecipate di tanti enti locali d’Italia, ai comuni della provincia e persino al premier Renzi. Ci corre tuttavia l’obbligo di intervenire con alcune precisazioni in merito a taluni dei punti toccati dall’esponente di Forza Italia”.

Continua Conte: “Appare innanzitutto bizzarro che il Presidente Calemme, così come a suo tempo aveva fatto in commissione Bilancio il Sindaco Fontana, si indigni sentendo esponenti del Pd parlare di situazione debitoria di Aspem reti. Tale definizione è infatti la medesima che decine e decine di documenti ufficiali interni al Comune attribuiscono alla situazione della società partecipata. Non potrebbe d’altro canto che essere così. Il vocabolario Treccani definisce il debito come “l’obbligo del debitore di adempiere una determinata prestazione a vantaggio del creditore, consistente di solito nel dare o restituire qualcosa, soprattutto denaro.” Ebbene Aspem reti doveva, al momento delle nostre dichiarazioni, la modica cifra di circa 20 milioni di euro ad Aspem spa ed al Comune di Varese”.

“Non a caso, pochi mesi dopo la nostra denuncia – insiste il consigliere comunale del Pd –  il Comune di Varese si è trovato a dover garantire per due mutui del valore complessivo di 28 milioni di euro, con i quali, in gran parte, Aspem reti è andato o andrà a pagare i propri debiti accumulati negli anni. Cambiato il creditore (prima Aspem spa e Comune di Varese, ora Cassa depositi e prestiti) non cambia la situazione, aggravata anzi dall’ampliamento delle cifre in gioco e dall’obbligo di corrispondere alla Cassa depositi e prestiti degli interessi a danno della collettività. Debiti sono per legge, debiti sono per la lingua italiana e debiti sono nei tanti documenti non certo da noi redatti che così li definiscono. Con buona pace di chi vorrebbe forse mascherare la realtà chiamandoli con un altro nome”.

“Inoltre, come abbiamo avuto modo di denunciare in precedenza – dichiara Conte – la decisione di designare Palazzo Estense quale garante per il prestito contratto da Aspem reti, ridurrà la capacità di investimento del Comune, con inevitabili conseguenze sulla collettività. E come i debiti fatti dai padri ricadono sugli eredi, come il debito pubblico accumulato nei decenni passati strozza oggi l’economia italiana, così l’ammortamento dei mutui accesi oggi ricadranno sugli eventuali futuri amministratori di Aspem reti, sui prossimi inquilini di Palazzo Estense e sul futuro Ato che gestirà le reti idriche”.

“Ci insegna Calemme che quando Varese andrà al tavolo dell’Ato lo farà da una posizione di forza – precisa il consigliere Pd -. Non ci spiega però come possa ricoprire una posizione di forza chi, a quel tavolo, porterà 28 milioni di euro di mutui da cui rientrare. Andremo, temiamo, con il cappello in mano, poiché, se ci sbattessero la porta in faccia, a pagare sarebbe il garante Comune di Varese. Infine non possiamo condividere i grandi progetti per il futuro annunciati. Al di là del merito degli stessi, infatti, non dovrà né potrà essere Aspem reti a gestirli. Essa è una partecipata che presto, con l’Ato appunto, sarà piuttosto completamente svuotata, inutile e pronta per essere liquidata”.

“Da tempo chiediamo di rivedere il sistema delle partecipate del Comune di Varese – precisa Conte – nell’ottica del conseguimento di una proficua razionalizzazione-accorpamento e dei conseguenti risparmi per i cittadini della città. I predetti progetti, senza una chiara indicazione sul futuro delle partecipate del Comune, non possono essere neppure discussi, poiché rischierebbero di essere compromessi sin dall’avvio. Chiediamo pertanto (anche in vista degli annunciati progetti) e come previsto da una recente richiesta bipartisan del Consiglio comunale, l’immediata convocazione delle commissioni competenti per conoscere come il Sindaco intenderà procedere nel progetto di razionalizzazione”.

12 gennaio 2015
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