Varese

Varese, Apre nuova sede provinciale Arci in via Monte Golico

Da sinistra Cortesi, Rossini e Chiavacci

Da sinistra Cortesi, Rossini e Chiavacci

E’ più grande e luminosa la nuova sede provinciale dell’Arci di Varese che è stata inaugurata nel tardo pomeriggio in via Monte Golico 14, accanto alla sede di Sel, in uno spazio di proprietà della Cooperativa Nuova Urbanistica. A tagliare il nastro erano presenti, oltre ai vertici locali, con il presidente Giulio Rossini e il vice Mauro Sabbadini, la presidente nazionale dell’associazione Francesca Chiavacci e il presidente lombardo Massimo Cortesi.

Presenti all’incontro anche il segretario generale della Cgil di Varese, Umberto Colombo, il consigliere comunale di Sel, Rocco Cordì, l’esponente Pd, Angelo Zappoli, l’esponente di Libera Pippo Pitarresi, il presidente di Medici con l’Africa-Cuamm Dino Azzalin.

La nuova sede ha sostituito la storica sede di via Francesco Del Cairo, che era piena di libri, manifesti, documenti, materiali di propaganda. La nuova sede, invece, è al momento più disadorna, spaziosa, suddivisa, su un lato, in piccoli uffici con scrivania e computer, dove prendono posto associazioni, come ad esempio Ragtime. Sottolinea Mauro Sabbadini che “non è soltanto una nuova sede, ma un luogo per una nuova stagione di progetti e di sviluppo associativo”. In programma, un calendario di corsi, collaborazioni con altre realtà associative, iniziative promosse insieme ai circoli del Varesotto, che sono in tutto una ventina. Tra gli ultimi quello che sta per partire a Busto Arsizio, dal nome singolare: “Gagarin”.

“L’Arci sta crescendo – interviene Giulio Rossini -, e sta lavorando a rafforzare i collegamenti con altre realtà operanti sul territorio”. Continua il presidente varesino, nonché patron di Filmstudio ’90: “Una delle mission dell’associazione è quella di elevare al massimo le potenzialità di chi si impegna sul territorio”. Nessun riferimento critico, da parte di Rossini, nei confronti dell’amministrazione di centrodestra che governa il Comune di Varese, soprattutto per quanto riguarda la debole proposta sul fronte culturale, come ci potrebbe aspettare da una realtà che si colloca a sinistra e fa della cultura la sua vocazione più profonda.

Forte l’impegno promesso sul tema del lavoro. Il presidente regionale Massimo Cortesi rimarca “la cultura di accoglienza, amicizia, rispetto delle diversità che caratterizzano l’associazione”. E rilancia l’impegno educativo nella scuole con i ragazzi, il corpo docente, le associazioni del territorio.

Più politico, invece, l’intervento della presidente nazionale Chiavacci, che stigmatizza – facile comprendere l’implicito riferimento al premier – “il collegamento diretto tra chi decide e il popolo” e “la delegittimazione del sindacato, della cooperazione, delle associazioni”. Chiavacci prosegue: “Abbiamo collaborato con la Cgil soprattutto per il riconoscimento della rappresentanza sociale, di quelle realtà fondamentali per la mediazione”.

9 gennaio 2015
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