Varese

Varese, Befana Alpina sostiene il non profit. Dubbi su prossima Festa della Montagna

I partecipanti alla Befana Alpina in Salone Estense

I partecipanti alla Befana Alpina in Salone Estense

Una cerimonia sobria, capace di esaltare il senso di solidarietà dei varesini. In Salone Estense a Varese si è svolta questa mattina la tradizionale Befana Alpina, occasione per il Gruppo Alpini Varese di distribuire tra alcune associazioni di volontariato e realtà non profit il ricavato della Festa della Montagna che si è svolta nella scorsa estate.

A condurre la mattinata, con la consueta simpatia, Silvio Botter, che ha spiegato come il ricavato dell’annuale Festa della Montagna viene distribuito tra le realtà di volontariato del territorio. Quest’anno, anche a causa del meteo sfavorevole, sono stati raccolti 12 mila euro (rispetto all’edizione precedente che ha raccolto 20 mila euro). Qualche dubbio sulla possibilità di svolgere la prossima Festa della Montagna al Campo dei Fiori, dopo i problemi relativi alla Castiglioni. “Un futuro grigio – dice Botter -, anche perchè non ci sono luoghi alternativi in cui realizzare l’evento tradizionalmente legato a Ferragost”.

Il ricavato della festa è stato ripartito tra sette diverse realtà cittadine. Hanno ritirato il contributo degli Alpini: suor Margherita per le Suore della Riparazione che gestiscono la mensa di via Bernardino Luini; Peppino Caielli per il Vispe (Volontari italiani solidarietà paesi emergenti); Pier Maria Morresi per Varese Alzheimer; Salvatore Leonardo per Uildm (Unione Italiana Lotta Distrofia Muscolare Onlus); Daniela Colonna Preti per la Polha; Clara Broggi per Avsi; Luigi Saibene per l’Istituto cavalier Francesco Menotti di Cadegliano Viconago.

Oltre a queste donazioni da parte del Gruppo Alpini di Varese, il Coro Ana “Campo dei Fiori” di Varese, che ha proposto alcuni canti alpini ai numerosi partecipanti alla mattinata, ha offerto contributi al Banco Alimentare e alla Fondazione Piatti Onlus.

All’iniziativa ha preso parte anche il sindaco di Varese, Attilio Fontana, che ha sottolineato come “senza il volontariato e il rapporto con il privato non si riesce a fare nulla”. “Cerchiamo di fare capire a tutti, soprattutto ai giovani, quanto sia importante aiutare chi è in difficoltà – ha continuato Fontana -. Cerchiamo di convincere i ragazzi che dedicarsi agli altri sia meglio che stare davanti ad una playstation”.

All’inizio dell’evento è intervenuto anche don Marco Casale della Caritas varesina, che ha illustrato l’importante progetto dell’Emporio Solidale, supportato da un’importante rete di realtà che ha preso il nome di VareseSolidale. Seduto in prima fila Giuseppe Redaelli, uno dei protagonisti del progetto, quale presidente dei Monelli della Motta.

 

 

 

 

 

6 gennaio 2015
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