Varese

Varese, Fabio Minazzi parla di uomo e montagna per il Cai

Il professor Fabio Minazzi

Il professor Fabio Minazzi

Nell’ambito di una sempre proficua collaborazione fra la sezione di Varese del Club Alpino Italiano, l’Università degli Studi dell’Insubria ed il Comune di Varese in occasione della mostra Mostra Predatori del Microcosmo e Progetto Giovani Pensatori mercoledì 14 gennaio, presso l’Aula Magna dell’Università dell’Insubria (Via Dunant – Varese) alle ore 21.15, il professor Fabio Minazzi interverrà sul tema “Uomo, natura e montagna”.

Una riflessione contemporanea sul rapporto tra uomo, natura e montagna impone di sottolineare non solo la necessità di difendere la biodiversità dei nostri stessi ambienti territoriali e di vita, ma anche l’opportunità di saper ripensare criticamente il nostro stesso rapporto con la natura di cui facciamo parte organica. La classica tradizione antropocentrica, che ha forgiato buona parte della storia occidentale, mostra infatti tutti i suoi limiti, proprio se si riflette sul nostro rapporto, diretto e vitale, con il mondo naturale, rimuovendo la pretesa superiorità ed eccezionalità dell’uomo nell’ambito della vita sul nostro pianeta. Il che non vuol dire solo ripartire dalla terra, ma vuole anche dire sapersi interrogare su quale agricoltura vogliamo, onde poter garantire «un ritorno… al futuro della terra».

Il che implica una seria considerazione della biodiversità, considerando, in particolare, la montagna stessa come un prezioso e straordinario scrigno di biodiversità che deve essere salvaguardato e trasformato in un motore intelligente per praticare una nuova
agricoltura, finalizzata alla tutela del territorio, all’incremento della biodiversità locale, alla creazione di una nuova rete commerciale che sappia sempre intrecciarsi con connesse attività educative (come quelle perseguite con successo dal progetto dei Giovani Pensatori promosso dall’Università degli Studi dell’Insubria da oramai sei anni nelle scuole di tutti gli ordini della Provincia di Varese).

Il rapporto tra uomo, natura e montagna finisce così per costituire un ambito di riferimento
critico privilegiato, grazie al quale si vorrebbe appunto favorire la genesi di un nuovo paradigma di riferimento onde poter ripensare il nostro stesso modo di vivere e anche di percepire il territorio in cui viviamo, avendo peraltro presente l’ambito globale
nel quale anche il nostro mondo, inevitabilmente, si colloca.

5 gennaio 2015
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