Lettere

Uso e abuso di parole straniere

parolestraniere“Nell’aeroporto di Roma”- dice Bruno Tucci- “ la voce che esce dagli altoparlanti annuncia che l’imbarco avverrà al «gate 6 del terminal». A Milano i manifesti lungo le strade presentano la Fashion week, cioè la Settimana della moda e un pieghevole comunica che alle 11 ci sarà il coffee break (la pausa caffè).I giornali per settimane discutono di election day; su Rai 4 vanno in onda le repliche di Desperate Housewives (Le casalinghe disperate)”.

Secondo il responsabile web dell’Accademia della Crusca e docente di linguistica italiana Federigo Bambi la maggioranza dei problemi della nostra lingua derivano da un atteggiamento passivo nei confronti delle culture e delle lingue straniere che non favorisce la conservazione delle peculiarità dell’Italiano. “E’ giusto utilizzare un registro linguistico più scarso quando si scrive un sms, meno giusto farlo in altri contesti. C’è una tendenziale superficialità nei confronti della nostra lingua, che andrebbe migliorata.”

Che fare? Come salvaguardare la peculiarità della nostra lingua in un mondo globalizzato in cui tutto sembra omologarsi? I linguisti non pensano minimamente ad un purismo di Stato o a forme di autarchia linguistica del tipo di quello imposto agli italiani dal Fascismo che scatenò una campagna contro i forestierismi, ritenuti lesivi dell’identità e del prestigio nazionali. Courmayeur diventava “Cormaiore”, per aperitivo al posto del cocktail si beveva l’”arlecchino”. Il bar era sostituito dall’espressione “qui si beve” ecc. Nelle riviste teatrali cantavano “Vanda Osiri” e “Renato Rascelle .Nessuno pensa di emulare nella salvaguardia della propria lingua la scelta operata da Francia o Spagna dove si è optato per autentiche barriere anti-inglese chiamate da Missiroli, “dogana sociale”.

In Francia il computer è l’ordinateur e il marketing la mercatique, mentre nel Paese iberico il mouse si è trasformato in ratón (topo) e il part-time in media jornada. Innanzi tutto, occorrerebbe abbandonare l’atteggiamento “provincialista” e snobistico secondo cui usare l’inglese “fa fino, più lo utilizzo, più dimostro di essere moderno e brillante”.

Perché ricorrere a termini inglesi come spending review, quando in italiano abbiamo un termine comprensibile da tutti: revisione della spesa? Perché usare Red carpet per indicare il tappeto rosso.? Perché usare Second-hand, che ha lo stesso significato di seconda-mano ? perché nelle cronache sportive si devono usare termini quali corner quando si potrebbe dire angolo? Perché dire coach quando si potrebbe usare il nostrano allenatore? E la vice-presidente della Crusca, Paola Manni, chiarisce che un anglicismo assodato è “stop” che ha dalla sua la brevità. «Certo la concisione che è una delle peculiarità dell’inglese non può giustificare l’abuso». “Invece di andare verso un’omologazione, occorrerebbe un l’interazione tra le varie lingue. Si deve puntare sulla condivisione, non sull’appiattimento.”

Per favorire questo, secondo Biffi, occorre intervenire più sulla società che sui media. Nel percorso di salvaguardia della nostra lingua, un ruolo determinante spetta alle istituzioni, alla scuola, ma molto dipende anche dalla responsabilità personale di ciascun individuo, il quale dovrebbe leggere di più e puntare su letture di qualità”

Romolo Vitelli

27 dicembre 2014
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Un commento a “Uso e abuso di parole straniere

  1. Cittadinosuperpartes il 31 dicembre 2014, ore 19:47

    Lettera condivisibilissima sotto ogni punto di vista. Sopratutto mantenere la nostra lingua in purezza per mantenere la nostra identita’ di popolo che ha prodotto grande cultura a livello mondiale.Nei cittadini ormai si e’ diffusa l’equazione che i termini usati sopratutto dal governo in lingua anglofona nascondono la solita’ fregatura di natura punitiva sociale e fiscale. L’ultima di Renzi ne e’ il chiaro esempio.

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