Varese

Varese, Un Ranieri noir giganteggia nel sinistro Riccardo III

Massimo Ranieri

Massimo Ranieri

Non si può negare il coraggio, da parte dell’Ucc Teatro di Varese, di una scelta come quella di ospitare, in stagione, un grande come Massimo Ranieri, vero evergreen della canzone nazionale, non per uno dei suoi popolari concerti che richiamano fans a colpo sicuro, ma come interprete principale e regista di una famosa tragedia di William Shakespeare, il “Riccardo III”, che ieri sera è stato rappresentato sul palco del teatro di piazza Repubblica a Varese.

Come si è espresso lo stesso Ranieri, che poggia la sua messa in scena sulla traduzione di Masolino D’Amico e la colonna sonora di Ennio Morricone, “questo Riccardo III l’ho immaginato inquietante e accogliente, proprio come quei grandi film noir che abbiamo profondamente amato. Per provare a intravedere sulla scena l’eterno mistero del male”. Un noir, dunque, che Ranieri ha affrontato a Varese con una totale padronanza del palcoscenico, in larga parte dominato da una Torre di Londra girevole. Ranieri si mostra capace di puntare sul registro drammatico, ma anche su momenti di grande divertimento, come quando discute con il sindaco o quando, seduto, nell’imminenza della battaglia finale, rotola a terra per lo spavento.

Ma questo Riccardo III evoca anche altre atmosfere più mitteleuropee. Ricordiamo il giovane Massimo a Milano, in una lontana “Anima buona di Sezuan” di Brecht con la regia di Giorgio Strehler, proposta in un Teatro Lirico allora ancora aperto: interpretazione raffinata e ginnica, quella, assai diversa da questa vista a Varese dopo tanti anni. Eppure anche qui si respira un’atmosfera alla Brecht, con un Riccardo III-Ranieri che qualche volta si atteggia a guappo, o meglio assomiglia ad un Mackie Messer stile “Opera da tre soldi”, astuto e sinistro, ma anche cinico e sornione. Protagonista di una mattanza sempre fatta in punta di coltello.

 

 

 

15 dicembre 2014
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