Varese

“Poeti a Varese”, Con una riffa di versi lanciata l’antologia della città giardino

Un momento della serata

Un momento della serata

Una serata dedicata alla poesia, a chi la ama, a chi la scrive, a chi, curioso e sensibile, si avvicina ad un mondo misterioso e affascinante che da secoli vive di vita propria, dentro e fuori dalla storia. E’ accaduto in Sala Montanari a Varese ieri sera, grazie all’iniziativa dedicata al lancio di Poeti a Varese, numero speciale della rivista “Nuova Presenza”, in cui sessanta poeti del nostro territorio hanno proposto i loro versi, accompagnati da immagini e biografie. Senza alcuna intenzione di completezza, senza alcuna ambizione esaustiva, la rivista edita dalla Nuova Editrice Magenta di Dino Azzalin ha fotografato la poesia che viene prodotta nella nostra provincia. Eterogenea, ricca di elementi personali, passionale, civile, ironica.

E’ stato lo stesso Dino Azzalin, ideatore dell’iniziativa, ad introdurre una serata che si è svolta all’insegna della cultura e della musica. Mentre ad Andrea Giacometti, direttore di Varesereport che ha firmato l’introduzione, il compito di ribadire come a Varese “la cultura sia un vero valore aggiunto, coltivato e valorizzato dal basso, dalla società, mentre il palazzo si mostra spesso assente e indifferente”.

Il poeta Fabio Scotto, che si è impegnato nella redazione della rivista, ha richiamato le caratteristiche della pubblicazione, rimarcando il valore esemplare di “dono”, gratuito e libero, che la poesia continua ad incarnare, una ricchezza che può essere comunicata e scambiata tra chi scrive e chi legge. Al tavolo dei relatori anche Rita Clivio, redattrice della rivista e poetessa, che ha sottolineato l’importanza di un lavoro di gruppo come quello che ha dato vita a questo numero di “Nuova Presenza”.

Ma è stata la stessa poesia la vera protagonista della serata alla Montanari. E così hanno letto i loro versi la poetessa più giovane, la quindicenne varesina Jessica Degan, che è stata seguita dalla più anziana: la 95enne Gina Civelli. Assente, la sua inarrivabile “Betoniera” è stata proposta dal nipote Andrea Sempiana, anche lui incluso nell’antologia, visibilmente emozionato. Si è poi presentata Lidia Munaretti, con una sua suggestiva poesia in dialetto sul Natale.

A questo punto, con un espediente singolare, considerato il grande numero di poeti presenti, gli organizzatori della serata hanno inserito i nomi dei poeti in un cappello e ne hanno estratto una decina. Una vera e propria riffa all’insegna delle Muse: nell’ordine, hanno letto versi Santina Verta, Silvia Ambrosetti, Giancarla Semeghini Bezzecchi, Sandro Sardella, Carlo Zanzi, Pietro Papa, Arnaldo Bianchi, Dario Brusa, Daniela Beolchi, Katia Catalano.

La serata è stata accompagnata dalle performance musicali di Alberto Maroni Biroldi, che con composizioni eseguite sulle corde della sua pianarpa e grazie ad altri strumenti inusuali ha suscitato nel pubblico presente interesse e una punta di sconcerto. Un vero nipotino del futurista Luigi Russolo.

13 dicembre 2014
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