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Luino, Intitolata rotonda all’eroico carabiniere Roberto Ticli

Il carabiniere Roberto Ticli

Il carabiniere Roberto Ticli

Il Comune di Luino renderà omaggio, domenica 7 dicembre al Carabiniere Roberto Ticli, ucciso nel corso di un conflitto a fuoco nell’ottobre 1990 a Porto Ceresio attraverso la cerimonia di intitolazione di una rotonda della città rivierasca al confine con la Confederazione Svizzera.

«E’ un giusto tributo al giovane Carabiniere Ticli, medaglia d’Argento al Valor Militare “alla memoria”- sottolinea Luca Marsico Consigliere Regionale e Presidente della Commissione Ambiente e Protezione Civile della Regione Lombardia – il ricordo del suo sacrificio e del suo coraggio nell’azione restano nella mia memoria così come è stato per me un onore partecipare alle sue esequie a Porto Ceresio. Un giovane valoroso dal profondo senso del dovere dimostrato in azione fino al sacrificio della vita.

Oggi, a quasi venticinque anni dalla sua scomparsa e nell’anno delle celebrazioni del Bicentenario dell’Arma dei Carabinieri, il territorio della Provincia di Varese e le zone di confine nelle quali operava e in cui viveva gli rendono perpetuo omaggio attraverso questa giusta intitolazione decisa dall’amministrazione comunale di Luino».

“Sono felice – dichiara il Sindaco Andrea Pellicini – della presenza alla cerimonia del Presidente Marsico, il quale è, da sempre, vicino all’ Arma dei Carabinieri, avendone indossato la prestigiosa divisa. Con l’intitolazione della rotonda di Creva alla memoria del Carabiniere Ticli, intendiamo manifestare la nostra immensa riconoscenza per tutti i rappresentanti delle forze dell’ordine che hanno sacrificato la propria vita nell’adempimento del dovere”.

 

3 dicembre 2014
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Un commento a “Luino, Intitolata rotonda all’eroico carabiniere Roberto Ticli

  1. Raffaele Nurra il 3 dicembre 2014, ore 19:46

    Il mio personalissimo “grazie” al Comune di Luino per voler rendere perpetuo omaggio con un gesto così importante.
    Quella maledetta sera del 1 ottobre 1990 io la ricordo bene. Troppo bene.
    Avevo incontrato Roberto nel pomeriggio di quel giorno, qualche ora prima di quel tragico evento..
    Ci eravamo fermati a parlare come spesso ci capitava. Insieme a lui un altro amico Gianpiero Argiolas, di pattuglia con lui.
    Aveva fretta di finire il servizio e rientrare a casa dalla moglie e dalla figlioletta per festeggiare il suo venticinquesimo compleanno. E invece……
    Sul suo cammino, proprio davanti alla stazione dei carabinieri, una “belva” gli pianta un colpo di Magnum 357 sul petto.
    Roberto cade a terra e spira nella notte in ospedale dopo esser stato inutilmente operato.
    Il resto è cronaca…. a me resta il ricordo di un caro amico che non c’è più.
    Di un ragazzo che da Niscemi era giunto a Porto Ceresio indossando una divisa per servire il suo Paese. Che aveva deciso di passare la sua vita “in guerra” per garantire che gli altri cittadini potessero vivere “in pace”.
    Ho avuto il piacere e l’onore di esserti amico Roberto….e ovunque tu sia oggi sappi che in molti non ti abbiamo dimenticato.
    Oggi come allora.

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