Varese

Varese, Violenza sulle donne, Infortuna (Pd): Comune parte civile

violenza-donneUna proposta che certamente farà discutere, quella lanciata dal consigliere comunale Pd, Giampiero Infortuna, che ha presentato una mozione sul tema della violenza contro le donne e di come debba comportarsi il Comune. Accanto ad Infortuna erano presenti anche Francesca Ciappina, segretaria del Circolo Varese 1 del Pd, e Rossella Di Maggio, segretaria del Circolo Varese 4 del Pd.

Come sostiene il giovane consigliere comunale nella sua proposta di delibera al Consiglio comunale sottolinea come “la violenza di genere, perpetrata con soprusi fisici, sessuali, psicologici ed economici, è stata riconosciuta in Italia e in molti altri paesi, come violazione del diritto all’integrità fisica e psicologica della donna” e che “i diritti fondamentali delle donne fanno parte inalienabilmente, integralmente e dei diritti universali della persona, da cui sono indissociabili”. Per Infortuna “qualsiasi atto di violenza rivolto contro le persone di genere femminile costituisce uno dei principali meccanismi sociali per mezzo dei quali le donne sono mantenute in condizioni di inferiorità rispetto agli uomini, impedendo la loro piena emancipazione ed ostacolando la loro partecipazione alla società ed al mercato del lavoro; per arginare il fenomeno sono stati emanati una serie di provvedimenti per prevenire, contrastare ed eliminare tale violenza”.

 

Che lo Statuto del Comune di Varese, art.8 – Obiettivi fondamentali dell’attività comunale, al comma 1 sancisce “Obiettivi fondamentali dell’attività dell’Ente sono il soddisfacimento dei bisogni collettivi per lo sviluppo sociale ed economico della Comunità varesina, l’affermazione dei valori della persona umana” e al comma 3/ b – Pari opportunità afferma “Il Comune si impegna nel promuovere azioni positive utili a rimuovere gli ostacoli che, di fatto, impediscono l’effettiva realizzazione della parità tra i sessi. Il Comune assicura le condizioni di pari opportunità attraverso l’eguaglianza giuridica, sociale ed economica ed attraverso la presenza di entrambi i sessi nella Giunta e negli altri organi collegiali del Comune, nonché degli enti, aziende ed istituzioni da esso dipendenti”.

Continua la proposta Infortuna sottolineando “che il Consiglio Comunale di Varese ha approvato che  in conseguenza delle disposizioni statutarie, con le quali il Comune di Varese si è assunto la tutela delle pari opportunità nel proprio territorio e di conseguenza anche per la prevenzione e la repressione delle violazioni delle norme poste a tutela della libertà di determinazione delle donne, è configurabile in capo al Comune la titolarità di un diritto soggettivo e di un danno risarcibile, individuabile in ogni lesione del diritto stesso, sicché esso è legittimato alla costituzione di parte civile per il risarcimento dei danni morali e materiali relativi alla offesa del proprio scopo sociale: che ogni abuso e/o violenza sessuale lede non solo la libertà morale e/o fisica della donna che lo subisce, ma anche il concreto interesse del Comune di preservare il proprio territorio da tali deteriori fenomeni, avendo il Comune posto la tutela dei valori della persona come proprio obiettivo primario; che in ogni caso di violenza ed abuso sulle donne è configurabile un danno morale arrecato al Comune, per la lesione dell’interesse perseguito di garantire la libertà della persona”.

Dunque, conclude Infortuna, è necessario “impegnare la Giunta e gli Uffici Comunali a predisporre le valutazioni e gli atti necessari per consentire la costituzione di parte civile del Comune di Varese per i reati di abuso e violenza sessuale per fatti accaduti sul territorio comunale o di cui siano vittime cittadine del Comune di Varese, ovunque l’abuso e/o la violenza sia occorsa”.

29 novembre 2014
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